Sabato 24 ottobre Torino diventerà nuovamente il centro di una manifestazione contro la militarizzazione. Il raduno parte alle ore 15:00 in piazza Castello ed è promosso dal movimento Torino è contro il riarmo. Lo slogan “Noi la guerra non la paghiamo” riunisce studenti, lavoratori, sindacati e attivisti politici, creando una platea eterogenea che intende dare visibilità alle richieste di reindirizzamento delle risorse dal comparto bellico a quello scolastico.
Il corteo del 24 ottobre in piazza Castello
Il percorso del corteo prevede una sosta di circa due ore nella storica piazza, punto focale delle proteste cittadine degli ultimi mesi. Oltre alle manifestazioni già avvenute, l’evento si colloca come preludio al più ampio sciopero nazionale previsto per il 30 ottobre. La presenza di numerose realtà studentesche, accompagnate da giovani universitari e da rappresentanti sindacali, sottolinea la continuità di un movimento che da settimane occupa spazi pubblici chiedendo “soldi alla scuola, non alla guerra“.
Provvedimenti di sicurezza: 12 misure del questore Gambino
Il giorno precedente, venerdì 23 ottobre, il questore di Torino Massimo Gambino ha emanato dodici provvedimenti preventivi in risposta alle agitazioni registrate dal 15 al 19 ottobre. Le misure mirano a contenere eventuali scontri e includono sia sanzioni di tipo amministrativo sia restrizioni di accesso a specifiche zone urbane. La maggior parte dei soggetti coinvolti sono minorenni, identificati per presunte partecipazioni a episodi di resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di armi o oggetti pericolosi e travisamento.
Daspo urbani: durata e soggetti
Tra i provvedimenti, nove sono i cosiddetti D.A.C.U.R. – più noti come “daspo urbani” – che vietano l’accesso a determinate aree della città per periodi compresi tra sei mesi e un anno. In sette casi il divieto è fissato a un anno, mentre gli altri due prevedono durate di otto e sei mesi. Tali restrizioni sono state applicate a giovani che, a giudizio delle autorità, avrebbero compiuto reati quali detenzione di armi o lesioni personali durante manifestazioni precedenti.
Avvisi orali e motivazioni
Oltre ai daspo, sono stati emessi tre avvisi orali per soggetti ritenuti responsabili di reati quali invasione di terreni o edifici e lesioni personali. Gli avvisi, pur non costituendo un provvedimento di vincolo, costituiscono un chiaro monito da parte del questore, indicando che futuri comportamenti antisociali potranno comportare sanzioni più severe.
Contesto delle proteste: scioperi studenteschi e richieste di bilancio
Le tensioni attuali si inseriscono in un contesto più ampio di proteste scoppiate il weekend del 17-18 ottobre a Torino e Milano, a seguito dello sciopero studentesco indetto il 16 ottobre. Le mobilitazioni studentesche, nate da occupazioni prolungate, chiedono un aumento dei fondi destinati alla scuola pubblica, contestando al contempo la spesa per il riarmo. Questo clima di contestazione ha spinto le autorità a intensificare le misure di prevenzione in vista del prossimo corteo, temendo che le proteste possano degenerare in violenze simili a quelle osservate nei giorni precedenti.



