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Grosso, impianto modello per lo smaltimento e l’ampliamento previsto

Sopralluogo del 17 ottobre 2026 all’impianto di Grosso: autorità, gestione dei «sovvalli», certificazione ambientale e attesa autorizzazione per il Lotto 3

Grosso, impianto modello per lo smaltimento e l’ampliamento previsto

Il 17 ottobre 2026 l’impianto di Grosso ha ospitato una visita istituzionale nell’ambito dell’iniziativa regionale Piemonte Fabbriche Aperte con l’obiettivo di illustrare al pubblico e agli amministratori locali il ruolo operativo e ambientale della struttura. Alla giornata hanno preso parte rappresentanti di enti e società coinvolte nella gestione del ciclo dei rifiuti, con un focus sul funzionamento del sito e sulle prospettive di capacità.

Durante l’incontro sono state messe in evidenza le funzioni dell’impianto per le aree servite e le tecnologie adottate per il monitoraggio ambientale. È stata altresì presentata la documentazione relativa alle certificazioni e alle pratiche di controllo, oltre a illustrare il progetto di incremento volumetrico del Lotto 3 per il quale si attende autorizzazione.

Visita istituzionale del 17 ottobre 2026 all’impianto di Grosso

All’appuntamento del 17 ottobre 2026 hanno partecipato figure istituzionali e manager: Sandro Baraggioli per Confservizi Nord Ovest, Celestina Olivetti in qualità di presidente di SIA Srl il direttore generale Giorgio Perello il presidente della Rete Corona Nord Ovest Andrea Grigolon il sindaco di Grosso GianPiero Magnetti e la sindaca di Ciriè Loredana Devietti. Nel corso del sopralluogo Baraggioli ha sottolineato che “L’impianto di Grosso è un’eccellenza piemontese” e ha richiamato l’importanza di disporre di strutture adeguate per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

Obiettivi della visita

La giornata ha puntato a chiarire il ruolo logistico e tecnico del sito: l’impianto accoglie i cosiddetti sovvalli ovvero residui provenienti dal trattamento della differenziata come plastica e ingombranti che non trovano ulteriori vie di recupero. Questi materiali, a causa di carenze impiantistiche a livello nazionale, vengono conferiti nella struttura autorizzata a ricevere rifiuti speciali non pericolosi garantendo così una soluzione territoriale per il fine ciclo di una parte dei rifiuti urbani e speciali.

Caratteristiche tecniche, energia e controlli ambientali

Il complesso di Grosso integra diverse attività: oltre alla gestione dei conferimenti, una parte dell’impianto utilizza il biogas prodotto in discarica per la produzione di energia tramite l’impianto gestito da Asja Ambiente Italia. Questo approccio valorizza il gas di discarica e contribuisce a un recupero energetico controllato. Sul fronte ambientale, è attivo un piano di sorveglianza che prevede monitoraggi periodici su acque sotterraneequalità dell’aria e sul percolato strumenti ritenuti fondamentali per mantenere livelli di sicurezza e controllo sul territorio.

Certificazione del sistema di gestione ambientale

Recentemente la gestione dell’impianto ha ottenuto il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 14001:2015 riconoscimento che attesta l’adozione di un sistema di gestione ambientale strutturato e verificabile. La certificazione supporta le attività di monitoraggio e le pratiche operative rivolte a limitare gli impatti, oltre a consolidare processi orientati alla conformità normativa e alla trasparenza verso gli stakeholder locali.

Prospettive sull’ampliamento del Lotto 3 e impatto territoriale

Un tema centrale affrontato durante la visita è stato il progetto di incremento volumetrico del Lotto 3. Come dichiarato dalla presidente e dal direttore generale di SIA Srl, “L’incremento volumetrico del Lotto 3, per il quale attendiamo a breve l’autorizzazione” permetterà di offrire continuità di servizio ai Consorzi del Polo Nord Ovest, rispondendo alle esigenze di smaltimento sul territorio. L’ampliamento è presentato come una misura volta a contenere i costi di gestione complessivi ed evitare il trasferimento dei materiali verso impianti distanti.

Nel corso del confronto è stato rimarcato anche l’impatto economico e operativo: la disponibilità di infrastrutture adeguate nella regione evita disagi logistici e costi aggiuntivi per il sistema produttivo, favorendo al tempo stesso una gestione più sostenibile delle frazioni non recuperabili della raccolta differenziata.

La visita ha quindi messo in luce sia la funzione concreta dell’impianto nel servizio ai territori della Valle di Susa del Ciriacese delle Valli di Lanzo e dell’Eporediese sia l’importanza di mantenere elevati standard gestionali e strutturali per rispondere alle esigenze future.

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