12 Ottobre 2026 🌤 17°

Apertura del Centro Dialisi di Mondovì: 15 postazioni e 1,2 milioni di euro

Il nuovo Centro Dialisi di Mondovì, finanziato da 1,267 mil €, offre 15 postazioni e migliora la cura renale nella zona sud‑est.

Apertura del Centro Dialisi di Mondovì: 15 postazioni e 1,2 milioni di euro

Il 12 ottobre, alla presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, è stato celebrato l’avvio del nuovo Centro Dialisi presso l’ospedale di Mondovì. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, amministrativi e i dirigenti delle fondazioni che hanno contribuito al progetto, segnando una svolta per l’assistenza nefrologica del territorio sud-est dell’ASL CN1.

L’investimento complessivo ammonta a 1 milione 267 mila euro di cui 500 mila euro sono stati erogati da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo. I due enti sono stati rappresentati rispettivamente da Mauro Gola e da Paolo Bonassi, group chief social impact officer di Intesa Sanpaolo, a testimonianza del ruolo chiave del partenariato pubblico-privato nella realizzazione del nuovo reparto.

Caratteristiche tecniche e capacità operativa

Il reparto, ubicato al primo piano dell’ospedale, dispone di 15 postazioni dialitiche. Una di queste è dedicata a isolamento contumaciale mentre due sono riservate ai pazienti più critici, garantendo un monitoraggio avanzato. Grazie a questi ambienti, il numero totale di posti disponibili nell’intera rete dell’ASL CN1 sale a 54 rafforzando la copertura territoriale.

Il centro è dotato di un impianto all’avanguardia per il trattamento dell’acqua di dialisi e di un sistema centralizzato di erogazione. La completa digitalizzazione consente l’interfaccia diretta tra i monitor e la cartella clinica elettronica, migliorando la tracciabilità dei dati e il comfort dei pazienti.

Integrazione con la rete esistente e benefici per i pazienti

Fino ad ora, il distretto sud-est doveva affidarsi quasi esclusivamente al Centro Dialisi dell’Ospedale di Ceva che gestiva 56 pazienti emodializzati cronici a bassa intensità di cura. La limitata capacità di Ceva rendeva difficile l’assistenza di casi più complessi, costringendo spesso al trasferimento verso strutture come l’ospedale di Savigliano o l’Hub di Cuneo.

Con l’apertura del nuovo reparto, i pazienti a medio-alto rischio clinico potranno ricevere le cure direttamente a Mondovì, riducendo i trasferimenti, i costi di trasporto e l’impatto ambientale. Come ha evidenziato il direttore della struttura nefrologica dell’ASL CN1, Marita Marengo, “la presenza del nuovo centro permette una gestione più efficace sia per i pazienti ambulatoriali sia per quelli ricoverati”.

Il Centro di Ceva continuerà a garantire i trattamenti per pazienti a basso rischio e il servizio di “dialisi vacanza”, mantenendo inoltre l’attività ambulatoriale per la nefrologia generale e per i trapiantati renali. In questo modo si crea una rete più articolata, dove ogni presidio valorizza le proprie competenze per offrire un’assistenza personalizzata.

Impegno istituzionale e prospettive future

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, hanno sottolineato l’importanza di questo investimento per consolidare la capacità sanitaria dell’intera provincia di Cuneo. Il direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra, ha ringraziato le fondazioni per aver reso possibile “una significativa riduzione della mobilità sanitaria e un miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie”.

Le fondazioni degli ospedali di Mondovì, Ceva e Savigliano-Saluzzo-Fossano hanno inoltre sostenuto l’acquisto di un software di gestione innovativo, destinato a tutti i reparti dialisi dell’ASL, per uniformare le procedure e potenziare l’efficienza operativa.

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