11 Ottobre 2026 ☁ 19°

L’intervento d’urgenza alle Molinette salva Eirini nel suo ultimo giorno

Eirini, studentessa greca, è stata salvata in extremis da un trapianto di fegato alle Molinette di Torino.

L’intervento d’urgenza alle Molinette salva Eirini nel suo ultimo giorno

Una giovane di origine greca, studente nei Paesi Bassi, si è trovata a un passo dalla morte a causa di un improvviso crollo epatico. La sua condizione è stata definita critica al punto da essere definita “ultimo giorno di vita”. L’ospedale Molinette di Torino, grazie a una rete internazionale di trapianti, ha potuto intervenire in tempo record, restituendole una seconda possibilità di vita.

La patologia che ha innescato la crisi è il morbo di Wilson una rara malattia genetica caratterizzata dall’accumulo tossico di rame nel fegato. Quando il rame supera la capacità di detossificazione, il tessuto epatico subisce una necrosi rapida, provocando insufficienza epatica fulminante e coinvolgendo altri organi vitali. Nel caso di Eirini, la malattia si è manifestata improvvisamente durante un soggiorno in Grecia, con un rapido deterioramento che l’ha condotta all’Hippokration General Hospital di Atene, dove è stata avviata una prima terapia di emergenza.

Il morbo di Wilson e l’insufficienza epatica fulminante

Il morbo di Wilson è una malattia autosomica recessiva che colpisce approssimativamente una persona su 30.000. Il meccanismo fisiopatologico prevede un difetto della proteina ATP7B, responsabile del trasporto del rame nei canali biliari. L’accumulo di rame provoca danni epatici, neurologici e oftalmici. In assenza di una terapia efficace, la sopravvivenza media è di pochi mesi dopo l’insorgenza dell’insufficienza epatica. In situazioni di emergenza, la plasmaferesi è utilizzata per ridurre rapidamente i livelli sierici di rame, ma rappresenta solo una misura di supporto temporaneo.

Coordinamento internazionale per il trapianto

Appena la situazione di Eirini è divenuta critica, il Centro Nazionale Trapianti di Roma ha attivato il protocollo di collaborazione Italia-Grecia. Il professor Renato Romagnoli, responsabile del Centro Trapianto Fegato di Torino, ha risposto immediatamente all’appello, avviando la procedura di inserimento nella lista nazionale di trapianto in super-urgenza. Il Centro Regionale Trapianti del Piemonte sotto la guida del dottor Federico Genzano, ha organizzato un volo medicalizzato che ha trasportato la paziente dall’aeroporto di Caselle alle Molinette in condizioni critiche: incosciente, intubata e collegata a ventilazione meccanica.

Una volta nel reparto di terapia intensiva epatologica, la dottoressa Silvia Martini ha valutato la gravità dell’insufficienza multiorgano e ha autorizzato l’inserimento immediato nella lista d’attesa. Parallelamente, il team della rianimazione, guidato dal dottor Maurizio Berardino, ha avviato le terapie di supporto fra cui la plasmaferesi gestita dalla dottoressa Tiziana Francisci, per rimuovere l’eccesso di rame e stabilizzare il paziente.

L’intervento d’urgenza alle Molinette: da arrivo a sala operatoria

In meno di 12 ore dall’arrivo di Eirini, un donatore deceduto in una regione limitrofa è stato identificato come compatibile. Il fegato è stato trasportato in condizioni ottimali e, a distanza di sole 12 ore dal suo atterraggio a Caselle, la giovane è stata portata in sala operatoria per il trapianto di fegato numero 4470 della serie torinese. L’intervento, durato circa dieci ore ha richiesto il lavoro congiunto di chirurghi epatobiliari, anestesisti e infermieri specializzati.

Le terapie di supporto pre-trapianto

Durante le ore antecedenti l’intervento, le terapie di supporto hanno avuto un ruolo cruciale. La ventilazione meccanica ha garantito l’ossigenazione, mentre la plasmaferesi ha limitato la tossicità del rame, evitando ulteriori danni agli organi. Inoltre, un monitoraggio emodinamico continuo ha permesso di gestire l’insufficienza cardiaca secondaria, una complicanza frequente nelle forme estreme di insufficienza multiorgano.

Nonostante le condizioni di partenza fossero estremamente critiche, il decorso post-operatorio ha mostrato segni di miglioramento progressivo. Dopo tre mesi di ricovero intensivo, Eirini è stata dimessa, ha riacquistato la capacità di deglutire, camminare autonomamente e sta pianificando il ritorno a casa. Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha sottolineato come “la rapidità della rete trapianti, la collaborazione internazionale e l’uso di tecnologie di ultima generazione rendano le Molinette un punto di riferimento per le emergenze epatiche”.

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