Mercoledì 27 maggio 2026 è entrato nella cronaca meteorologica del Piemonte come il giorno di maggio più caldo dall’inizio delle rilevazioni. Secondo il meteorologo Andrea Vuolo la regione ha visto una serie di primati cadere uno dopo l’altro, alimentati da un potente anticiclone subtropicale che ha sospinto aria molto calda dall’area mediterranea verso il Centro-Nord.
Le anomalie sono state marcate: valori medi fin oltre +10°C rispetto alle consuete temperature di fine maggio, con la pianura che ha registrato massime diffuse tra 32 e 34°C e punte estremali fino a 36-37°C in province come l’Alessandrino. La colonna d’aria calda ha elevato lo zero termico sopra i 4.200 metri e portato la soglia dei 30°C fino a quote prossime ai 900 metri sulle Alpi.
Città capoluogo: la mappa dei record
La rete di monitoraggio urbana ha certificato risultati eccezionali: ben cinque capoluoghi su otto hanno registrato un nuovo primato di caldo per il mese di maggio. Tra i valori più significativi spiccano i 34,9°C di Torino e i 34,8°C di Vercelli, mentre Novara e Asti hanno toccato rispettivamente 34,0°C e 34,2°C. A Cuneo è stato misurato un nuovo record assoluto con 31,9°C, e Novara ha anch’essa segnato un primato mensile.
Dati città per città
Alessandria si è attestata sui 35,8°C (terzo valore storico, il record è 36,6°C del 2009), Verbania e Biella hanno registrato rispettivamente 33,0°C e 32,5°C (anch’esse tra i migliori valori storici), mentre Cuneo ha confermato il nuovo massimo per maggio. Nel complesso la geografia dei record evidenzia un riscaldamento diffuso, non limitato alle aree di bassa quota ma esteso anche ai rilievi alpini.
Perché si è raggiunto questo caldo eccezionale
La dinamica è riconducibile a un robusto campo di alta pressione di matrice subtropicale che ha bloccato l’ingresso di perturbazioni atlantiche. Questo ha favorito un accumulo di calore che, insieme a condizioni di cielo sereno e scarsa ventilazione, ha portato a un rapido aumento delle massime. L’innalzamento dello zero termico oltre i 4.200 metri è la spia dell’intensa stratificazione termica in atto e spiega anche le temperature elevate in quota.
Il possibile cambiamento
Le previsioni segnalano un primo segnale di cambiamento a partire da giovedì 28 maggio 2026, quando correnti più fresche di origine nord-europea dovrebbero iniziare a indebolire il dominio dell’alta pressione. Questo arretramento porterà maggior instabilità e rischio di temporali soprattutto su Alpi e Appennino, con un contenimento delle temperature al Centro-Nord pur senza escludere nuove punte localizzate di caldo.
Impatto sulla salute e allerta
L’ondata di calore ha attivato il sistema di allerta nazionale: sul portale del ministero della Salute sono stati emessi bollini con livelli di rischio che indicano come le condizioni possano avere effetti sulla salute, in particolare per i gruppi vulnerabili. Nei giorni immediatamente precedenti alla massima ondata alcune città del Centro-Nord hanno ricevuto il bollino arancione, segnando la necessità di misure preventive per anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Oltre al Piemonte, l’ondata ha interessato buona parte dell’Europa occidentale con record mensili in Francia, Regno Unito e Spagna, e conseguenze pratiche come la sospensione di alcune esercitazioni militari in Olanda per il rischio incendi. Nel breve termine è consigliabile seguire gli aggiornamenti meteo ufficiali, limitare l’esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione ai bollettini sanitari regionali.