Il Flashback Art Fair celebra la sua quattordicesima edizione nella suggestiva cornice di Flashback Habitat nel cuore di Torino. Dal 29 ottobre al 1° novembre la manifestazione propone il tema In Time ispirato al film di Andrew Niccol del 2011, in cui il tempo diventa la nuova moneta. L’obiettivo è mettere in dialogo opere che attraversano cinque secoli, facendo emergere come il tempo possa generare valore e significato continui.
Al centro della proposta c’è l’idea di dispositivo avanzata dal direttore artistico Alessandro Bulgini: la storia dell’arte non è più un deposito di oggetti rari, ma una lente per leggere il presente. In questo senso, la fiera si pone come strumento di restituzione culturale, capace di partecipare alle “sorti del mondo” attraverso un ricco intreccio di mostre, attività annuali e memoria del luogo.
Il concept “In Time” e la sfida del tempo
Il titolo dell’edizione richiama il racconto di un futuro in cui il denaro è stato sostituito dal tempo: i ricchi accumulano ore, mentre gli altri lottano per sopravvivere. Flashback trasforma questo concetto in un meccanismo di valore all’interno della fiera: un’opera può nascere nel XVII secolo, scomparire per decenni, riemergere sul mercato e trovare un nuovo senso nel presente. L’evento prende allora spunto dalla visione di Paolo Nespoli astronauta della Stazione Spaziale Internazionale, la cui fotografia della Terra senza confini funge da immagine guida, simbolo di una prospettiva che supera le divisioni temporali e geografiche.
L’immagine guida di Paolo Nespoli
Durante una chiacchierata estiva con Nespoli, l’astronauta ha descritto l’orbita di 28.000 km/h intorno al pianeta: in appena novanta minuti cambiano luce, stagioni e continenti. L’assenza di frontiere visibili ha ispirato gli organizzatori, che hanno voluto relativizzare il tempo ponendo al centro della fiera non solo l’epoca di creazione di un’opera, ma la sua relazione con lo spettatore contemporaneo. Nespoli parteciperà all’inaugurazione, aggiungendo al dibattito un punto di vista che “osserva il proprio tempo da una posizione esterna”.
Gallerie e opere protagoniste: dal XVII secolo al digitale
Trentanove gallerie hanno risposto alla chiamata, senza aderire a una sequenza cronologica tradizionale. Tra le proposte spicca Neo-Terrestre di Michele Zaza accanto al celebre Gufo in ceramica di Picasso, un disegno di Gustav Klimt e il Martirio di San Sebastiano di Andrea Vaccaro (1640). L’accostamento di Franco Angeli con la sua falce e martello, a Anonymous di Sebastiaan Straatsma, dimostra come simboli politici si trasformino in cultura digitale attraverso la maschera di Guy Fawkes.
Materiali e trasformazioni
Alcune installazioni giocano con la materia stessa. Carol Rama nella sezione “Spazio anche più che tempo”, dipinge su camere d’aria, mentre Lara Favaretto aggiunge lana a un dipinto rinvenuto, dimostrando che riutilizzare materiali non ne cancella l’identità originaria, ma ne espande il significato. Questi interventi sottolineano la necessità di un dialogo che vada oltre la semplice convivenza di epoche, chiedendo alle opere di mantenere un “disagio” non risolto, che alimenti la formula di Flashback: “l’arte è tutta contemporanea”.
Flashback Habitat: storia, spazio e nuovo percorso di collezionismo
L’edificio che ospita la fiera è l’ex brefotrofio della Provincia di Torino, trasformato in Flashback Habitat. La sua storia, legata a un istituto per l’infanzia e la maternità, è parte integrante dell’esperienza: le pareti custodiscono ricordi di chi vi ha vissuto prima delle gallerie. Ginevra Pucci descrive il luogo come una “spinta più precisa”, ma al contempo “improvvisazione continua” per trovare soluzioni culturalmente rilevanti.
Nel 2026 è stato inoltre annunciato uno spazio dedicato al collezionismo pensato non solo per acquisti già programmati, ma anche per ricostruire le origini della pratica collezionistica e avvicinare a essa un pubblico più ampio. L’obiettivo è dimostrare che collezionare oggi può avere senso anche al di fuori delle cerchie d’élite, con un approccio educativo e critico verso la proprietà delle opere.



