Il 18 settembre a Torino si è svolto il convegno intitolato “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, organizzato dal sindacato di polizia FSP. L’evento, previsto al NH Hotel di Corso Vittorio Emanuele II doveva ospitare anche il questore del capoluogo, ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha smentito la sua presenza e la possibilità di attribuire crediti formativi ai partecipanti. Nonostante la confusione, il leader di Futuro NazionaleRoberto Vannacci è arrivato in città come ospite d’onore, attirando subito l’attenzione di gruppi oppositori.
La manifestazione di strada: uova, blocchi e feriti
Intorno all’hotel si è radunata una platea di più di duecento attivisti legati al network di Askatasuna un centro sociale sgomberato lo scorso dicembre. I manifestanti hanno tentato di avvicinarsi al luogo dell’incontro lanciando uova contro le forze dell’ordine gesto che ha scatenato un primo scontro verbale ma senza scontri fisici diretti. Successivamente, i partecipanti hanno avviato un corteo lungo Corso Duca degli Abruzzi, ostacolando il traffico e provocando il blocco temporaneo di alcune vie del centro.
Lancio di uova e confronti con la polizia
Il cordone antisommossa, composto da polizia e carabinieri era stato schierato in numero notevole: circa 250 agenti in tenuta anti-sommossa hanno circondato l’hotel per garantire la sicurezza dell’intervento. Nonostante la forte presenza, gli attivisti hanno continuato a lanciare uova, gridando slogan come “Fuori Vannacci da Torino” e “Vannacci vai a casa”. I manifestanti hanno anche esposto un tricolore con le immagini di Benito Mussolini e Claretta Petacci, accompagnato da cori che denunciavano il leader come promotore di una politica “fascista”.
Ferita di un giovane antifascista
Durante il blocco del traffico, una pattuglia della Polizia Penitenziaria ha fermato il passaggio di alcuni veicoli. Un giovane appartenente ai collettivi antifascisti è stato urtato da un furgone della stessa pattuglia, riportando una contusione alla gamba. L’incidente è stato riportato da testimoni che hanno descritto la scena come “un’accelerazione improvvisa del veicolo”, suscitando ulteriori polemiche sulla gestione della protesta da parte delle forze dell’ordine.
Le risposte istituzionali e le dichiarazioni dei protagonisti
Il giorno stesso, la sottosegretaria all’InternoWanda Ferro ha risposto a un’interpellanza parlamentare sottolineando che le espressioni di pensiero, anche se ritenute “radicali” o “contestabili”, rientrano nella libertà di pensiero garantita dall’articolo 21 della Costituzione. Ferro ha precisato che non sono previste misure per lo scioglimento di Futuro Nazionale ribadendo l’impegno del Governo a rispettare la diversità delle idee, purché non sfocino in violenza contro l’ordinamento democratico.
Durante il proprio intervento, Vannacci ha definito vergognosa la presenza di 250 agenti in tenuta antisommossa per un convegno “dove si scambiano opinioni”. Ha inoltre risposto a una donna del pubblico che gridava “L’Italia è un Paese laico”, definendola “antidemocratica”. Sul suo profilo social, l’ex generale ha affermato che le proteste “non lo fermeranno” e che continuerà a parlare “più forte di prima”.
Prospettive future
Il programma di Vannacci non si ferma a Torino: il giorno successivo è previsto un nuovo incontro a Orvieto, dove anche in Umbria è stato annunciato un presidio contro la sua presenza. Parallelamente, il leader ha accennato, durante una conversazione informale al bar con il deputato Emanuele Pozzolo alla redazione di una “to-do-list per i primi 100 giorni di governo”, documento che potrebbe fungere da bozza di una futura piattaforma politica. La vicenda torinese resta al centro del dibattito nazionale, evidenziando il delicato equilibrio tra libertà di espressione e sicurezza pubblica.



