Chieri si prepara a celebrare uno dei suoi figli più illustri, Alberto Maso Gilli con una mostra che raccoglie otto delle sue opere più significative. L’evento, organizzato dalla Città di Chieri e dall’Associazione Carreum Potentia ODV si terrà dal 12 al 27 settembre 2026 presso la Cappella di San Filippo.
La mostra, intitolata “Alberto Maso Gilli: vita e opere di un artista chierese che ha varcato i confini“, rappresenta un’importante occasione per formalizzare la donazione di otto opere del celebre pittore e incisore. Cinque di queste opere erano già in custodia al Comune, mentre tre sono state recentemente acquisite, tra cui due incisioni all’acquaforte di grande pregio.
Un patrimonio artistico per Chieri
Le opere esposte costituiscono il cuore pulsante della mostra. Tra queste, spiccano quattro quadri acquistati nel 2017 presso una galleria d’arte romana grazie all’iniziativa di un gruppo di benefattori chieresi, tra cui le associazioni Compagnia della ChiocciolaCarreum PotentiaAvezzana (oggi confluita in Carreum Potentia) e Rotary Club insieme a privati cittadini come Manuela Olia, Margherita Ronco, Bruno Masera, Claudio Martano, Beppe Ronco e Maurizio Sicchiero.
La mostra include anche il Ritratto di Luigi Collo sindaco di Chieri negli anni Settanta dell’Ottocento, recentemente donato da un lontano discendente della famiglia, e il Ritratto di Margherita Collo sorella del sindaco, già consegnato in passato dal dottor Guido Collo. Completa il lotto una coppia di incisioni all’acquaforte donate da Filippo Morgantini e Maurizio Sicchiero.
Opere custodite nel Palazzo Comunale
A completare la mostra ci sono altre due grandi tele realizzate da Gilli, attualmente custodite nel Palazzo Comunale di Chieri il Ritratto di Michelangelo Buonarroti e un Autoritratto. In esposizione anche un prezioso catalogo pubblicato nel periodo in cui l’artista era attivo a Torino.
Un percorso narrativo attraverso la vita e le opere di Gilli
La mostra sarà accompagnata da un percorso narrativo composto da pannelli illustrativi che raccontano il legame di Gilli con il territorio, la sua formazione, l’evoluzione artistica e il valore della sua produzione. Altri cartelloni illustreranno al pubblico le opere di Gilli presenti nelle chiese della città.
La cerimonia di inaugurazione, prevista per sabato 12 settembre alle ore 10, sarà l’occasione per rendere ufficiale un percorso iniziato nove anni fa, quando le opere furono acquistate grazie alla mobilitazione di associazioni e cittadini chieresi e affidate alla custodia della Città. “A nove anni dall’ultima mostra dedicata ad Alberto Maso Gilli – dichiarano il sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora alla Cultura Antonella Giordano – era giusto riproporre un’esposizione che desse l’opportunità di ringraziare quanti hanno partecipato all’acquisto delle opere che ora diventano ufficialmente patrimonio del Comune insieme alla recente donazione fatta dai discendenti del sindaco Collo.”
La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre, tutti i sabati e le domeniche dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18.
La biografia di Alberto Maso Gilli
Alberto Maso (Tommaso) Gilli nacque a Chieri nel 1840 e trascorse la sua giovinezza nella casa dei Montefamerio, in piazza Umberto I. Formatosi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino si affermò nelle principali esposizioni nazionali con dipinti di soggetto storico, tra cui il celebre Arnaldo da Brescia dopo il diverbio con papa Adriano IV. Parallelamente, sviluppò una brillante carriera come incisore, ottenendo nel 1878 il primo premio all’Esposizione Universale di Parigi.
Insegnò all’Accademia Albertina e collaborò ai grandi progetti di valorizzazione del patrimonio medievale piemontese, contribuendo anche agli allestimenti del Borgo Medievale di Torino. Nel 1885 fu nominato direttore della Reale Calcografia di Roma dove promosse l’innovazione delle tecniche incisorie e la formazione di una nuova scuola di incisione. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche italiane, tra cui la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
A Chieri, il suo legame è testimoniato anche dal restauro del coro ligneo quattrocentesco e del pulpito cinquecentesco del Duomo.



