Il lungo Po Antonelli a Torino è stato teatro di un episodio violento che ha coinvolto Domenico Scullari, un imprenditore di 39 anni, e due giovani rapinatori. La vicenda, iniziata con uno scippo, si è trasformata in un inseguimento e in un investimento che ha lasciato uno dei malviventi in gravi condizioni.
Scullari, padre di quattro figli e incensurato, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. La sua difesa è affidata all’avvocato Cesare Mariconda, che ha chiesto la scarcerazione o almeno i domiciliari per il suo assistito. La giudice Paola Vetro si è riservata di decidere nelle prossime ore.
Lo scippo e la reazione violenta
Tutto è iniziato nel pomeriggio del 26 agosto, quando Scullari si è fermato per soccorrere un’anziana donna appena derubata. In quell’occasione, due giovani in monopattino si sono avvicinati e gli hanno strappato una collanina d’oro. Scullari è salito sulla sua Peugeot e ha inseguito i rapinatori, che si trovavano all’incrocio tra lungo Po Antonelli e via Mongrando, in Vanchiglietta.
L’inseguimento è terminato con un impatto tra l’auto e il monopattino. Scullari è sceso dalla vettura e si è accanito contro uno dei rapinatori, recuperando la collana. Un passante ha fermato l’imprenditore prima che potesse infliggere ulteriori danni. Il 19enne rapinatore, trasportato in codice rosso al CTO di Torino, ha subito un grave trauma cranico e è stato trasferito in rianimazione al San Giovanni Bosco.
Le condizioni dei rapinatori
Il 19enne, descritto come un ragazzo fragile, è difeso dall’avvocato Antonio Vallone. È incensurato ma ha un processo pendente per una piccola rapina commessa a dicembre. Il 17enne, invece, ha ammesso di essere dispiaciuto per quanto accaduto, soprattutto per le condizioni del suo complice. La giudice Maria Grazia Devietti Goggia ha deciso di scarcerarlo e mandarlo in una comunità, mentre le indagini proseguono.
Le indagini e le dichiarazioni
Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice Elisa Buffa, dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento. Scullari, interrogato a lungo dalla polizia, ha ammesso di aver reagito allo scippo ma ha negato di aver strappato la collana dal collo della vittima. Le sue dichiarazioni sono state registrate a pochi istanti dal suo arresto.
Il 17enne ha dichiarato di essere dispiaciuto per quanto accaduto, soprattutto per le condizioni del suo complice. La procuratrice dei minori Emma Avezzù aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere per il ragazzo, ma la giudice ha accolto la richiesta dell’avvocato Pettiti di scarcerarlo e mandarlo in una comunità.
La vicenda continua a svilupparsi, con le indagini che cercano di fare chiarezza su quanto accaduto quel pomeriggio sul lungo Po Antonelli.



