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Scompare a 104 anni Evasio Capra, poeta e pittore di Sant’Antonino

Evasio Capra, nato a Pomaro Monferrato nel 1921 e trasferitosi a Sant’Antonino nel 1946, è scomparso il 27 agosto 2026 all’età di 104 anni; la comunità ricorda l’artista che ha custodito volti, stagioni e memorie del paese

Scompare a 104 anni Evasio Capra, poeta e pittore di Sant’Antonino

La comunità di Sant’Antonino piange la scomparsa di Evasio Capra artista e testimone del Novecento locale, spentosi giovedì 27 agosto 2026 all’età di 104 anni. Nato a Pomaro Monferrato nell’Alessandrino Capra avrebbe compiuto il suo 105° compleanno il prossimo 22 dicembre la sua vita ha attraversato un secolo di trasformazioni sociali e culturali osservate con lo sguardo del poeta e del pittore.

Il funerale è stato fissato per sabato 29 agosto alle 10 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino. Nei giorni precedenti alla morte, l’anziano decano era stato al centro di omaggi istituzionali e di incontri con la cittadinanza, che lo considerava custode di ricordi e racconti collettivi.

Dal borgo di origine all’arrivo a Sant’Antonino: il percorso di una vita

Evasio Capra nacque nel 1921 a Pomaro Monferrato. All’età di 25 anni nel 1946, si trasferì a Sant’Antonino dopo la fine del secondo conflitto mondiale un passaggio che segnò il suo radicamento nella comunità valsusina. La sua famiglia si era spostata in seguito alla ripresa delle attività industriali legate alla Magnadyne azienda con cui la storia personale di Capra si intrecciò a lungo.

Il legame con Magnadyne e la famiglia

Nel suo racconto personale, Capra ricordava che il padre Carlo piccolo imprenditore edile originario anch’egli di Pomaro Monferrato, aveva partecipato alla costruzione di un nuovo stabilimento voluto da Paolo Dequarti titolare della Magnadyne. Lo stabilimento di Torino, colpito durante la guerra, aveva spinto la ripresa produttiva in altri centri e così la famiglia Capra si stabilì a Sant’Antonino, dove prese parte alla vita collettiva e lavorativa della valle.

Figura pubblica e riconoscimenti: memoria e arte nella vita comunitaria

Nel corso degli anni Evasio Capra si impose come presenza attiva nelle occasioni pubbliche di Sant’Antonino, alternando l’attività lavorativa a quella artistica: la poesia e la pittura divennero i mezzi con cui raccontare persone, stagioni e fatti del paese. Era noto per intervenire alle esequie con una sua composizione, trasformando il momento dell’addio in un rito di condivisione emotiva e culturale.

Lo scorso 24 gennaio l’amministrazione comunale aveva voluto celebrarne i 104 anni ricevendolo in municipio: in quell’occasione Capra donò una sua opera al Comune di Sant’Antonino e ricevette una pergamena in riconoscimento del ruolo di testimone della storia locale. Solo pochi mesi prima, il 25 gennaio dello stesso anno era ricordato come esempio di lucidità e presenza attiva nella vita pubblica, nonostante le inevitabili difficoltà legate all’età.

Una domanda che resta

Tra i passaggi di memoria che Capra ha lasciato ai concittadini rimane impressa una sua riflessione: «Non capisco perché con tutto il bello che c’è nel mondo, l’uomo debba continuare a fare la guerra». Questa frase, pronunciata con la semplicità dell’uomo che ha attraversato i conflitti del secolo, è stata più volte citata nelle commemorazioni come eredità morale e invito alla riflessione collettiva.

Con la sua scomparsa, Sant’Antonino perde non soltanto il suo decano anagrafico, ma anche una voce che ha saputo raccontare il tessuto sociale del paese attraverso versi e tele. L’addio, previsto per il 29 agosto sarà l’occasione per la comunità di rendere omaggio a un uomo il cui vissuto è strettamente intrecciato alla storia locale.

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