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Incendi in Piemonte: 233 ettari di bosco distrutti a Mornese

L'estate del 2026 in Piemonte è stata segnata da incendi devastanti che hanno distrutto centinaia di ettari di bosco. Scopri come la siccità e le alte temperature hanno alimentato questa emergenza.

Incendi in Piemonte: 233 ettari di bosco distrutti a Mornese

L’estate del 2026 in Piemonte è stata segnata da una serie di incendi devastanti che hanno messo a dura prova le risorse e la resilienza del territorio. La siccità prolungata e le alte temperature hanno creato le condizioni ideali per la diffusione delle fiamme, con conseguenze drammatiche per l’ambiente e le comunità locali.

Tra i luoghi più colpiti figura Mornese, in provincia di Alessandria, dove gli incendi hanno distrutto 233 ettari di bosco. Il primo rogo, divampato il 2 agosto nella zona di Pianoni, ha interessato 58 ettari mentre il secondo, esploso con vigore il 8 agosto ha devastato ulteriori 175 ettari. Il sindaco Simone Pestarino ha definito la situazione una vera e propria tragedia per il nostro territorio.

L’emergenza incendi in Piemonte: un’estate di fuoco

L’emergenza incendi ha colpito diverse aree del Piemonte, con situazioni particolarmente critiche nel Biellese, nel Vercellese e nell’Ossola. Il fronte più simbolico di questa estate è stato quello del Monte Barone dove le fiamme, iniziate il 3 agosto hanno interessato circa mille ettari di territorio. Le operazioni di spegnimento sono state complicate dalla secchezza del terreno e dall’accumulo di materiale vegetale nel sottobosco.

La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza per incendi boschivi e siccità, inizialmente limitato a Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola, ma poi esteso a tutte le province l’11 agosto. Le squadre dei Vigili del Fuoco il Corpo volontari AIB e la Protezione civile sono state impegnate senza sosta per contenere le fiamme e proteggere le aree a rischio.

Le operazioni di spegnimento e le misure adottate

Le operazioni di spegnimento sono state supportate dall’impiego di mezzi aerei, tra cui i Canadair che hanno effettuato numerosi lanci per contenere la diffusione delle fiamme. Nonostante gli sforzi, le continue riaccensioni hanno reso difficile la situazione, soprattutto in aree come l’Alpe Gorei e il fianco occidentale del Monte Barone.

La qualità dell’aria è stata monitorata costantemente da Arpa Piemonte che ha registrato livelli elevati di particolato fine (PM10) in diverse località, tra cui Domodossola, dove il PM10 ha raggiunto una media giornaliera di 59 microgrammi per metro cubo il 9 agosto. Nonostante ciò, i controlli non hanno evidenziato concentrazioni significative di altri inquinanti.

Le cause degli incendi e le conseguenze ambientali

Le cause degli incendi sono state attribuite principalmente alla siccità e alle alte temperature, che hanno reso la vegetazione estremamente vulnerabile. Secondo i dati della Regione e di Arpa Piemonte, tra maggio, giugno e luglio le precipitazioni hanno registrato un’anomalia negativa del 55% con un deficit medio delle portate dei corsi d’acqua arrivato all’83% rispetto ai valori storici.

I Carabinieri Forestali hanno svolto accertamenti su 129 incendi boschivi dal 1° giugno contro solo 35 nello stesso periodo del 2026. In 18 casi l’origine è stata attribuita ai fulmini, un numero significativamente più alto rispetto all’anno precedente. Le denunce sono state 20 con sanzioni amministrative per un importo complessivo di 91.450 euro.

Le conseguenze ambientali sono state pesanti, con 233 ettari di bosco distrutti a Mornese e migliaia di ettari interessati in altre aree del Piemonte. L’area colpita resta vietata al transito e l’amministrazione ha rinnovato l’invito a turisti e curiosi a non avvicinarsi.

L’estate del 2026 in Piemonte ha lasciato un segno profondo, con un bilancio ambientale pesantissimo e una situazione di emergenza che richiede ancora attenzione e risorse per essere completamente risolta.

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