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Richiesta di archiviazione per Rear: la procura di Torino si pronuncia

La procura di Torino ha avanzato la richiesta di archiviazione per l'inchiesta sulla cooperativa Rear: nel fascicolo sono citati Mario Laus, membri della sua famiglia e esponenti del Comune di Torino

Richiesta di archiviazione per Rear: la procura di Torino si pronuncia

La procura di Torino ha formalizzato la richiesta di archiviazione nell’ambito dell’indagine che coinvolge la cooperativa torinese Rear. La notizia, resa pubblica il 26 maggio 2026, riguarda un fascicolo aperto per ipotesi di infedeltà patrimoniale e malversazione di erogazioni pubbliche. Nei documenti sono citati tra gli altri l’onorevole del Partito Democratico Mario Laus, alcuni suoi familiari, l’assessore comunale Mimmo Caretta e la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.

La richiesta di archiviazione non equivale a una sentenza definitiva: si tratta di un atto formale con cui la procura propone la chiusura delle indagini per mancanza di elementi tali da sostenere l’accusa in giudizio. In termini procedurali, l’archiviazione è il provvedimento con cui l’autorità giudiziaria ritiene che non sussistano elementi sufficienti per procedere; in questo caso la decisione è stata comunicata attraverso l’Ansa il 26 maggio 2026 e ha suscitato attenzione nell’opinione pubblica locale.

La richiesta di archiviazione: cosa è emerso

Secondo quanto reso noto, la procura ha valutato le risultanze investigative e ha ritenuto che non vi siano prove tali da sostenere l’accusa di infedeltà patrimoniale e di malversazione di erogazioni pubbliche. L’istruttoria aveva esaminato la gestione economica della cooperativa Rear e i rapporti con figure pubbliche legate al territorio torinese. La decisione di chiedere l’archiviazione rappresenta per la procura una conclusione della fase istruttoria, ma il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a decidere sull’eventuale accoglimento della richiesta.

I reati contestati e il loro significato

Nel fascicolo erano presenti le ipotesi di reato di infedeltà patrimoniale e di malversazione di erogazioni pubbliche. L’infedeltà patrimoniale è un’ipotesi che riguarda la gestione degli asset e delle risorse di un ente, mentre la malversazione si riferisce all’uso illegittimo di fondi pubblici destinati a scopi specifici. Nella pratica giudiziaria, per procedere servono elementi probatori concreti che colleghino le condotte degli indagati alle somme o ai beni contestati; secondo la procura, tali elementi non sarebbero emersi in modo definitivo.

Chi sono gli indagati e quale ruolo avevano

Tra le persone citate nel procedimento figurano l’onorevole Mario Laus del Partito Democratico, alcuni suoi familiari, l’assessore del Comune di Torino Mimmo Caretta e la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. Le posizioni di ciascuno sono state oggetto di verifica da parte degli inquirenti, che hanno esaminato documentazione amministrativa e flussi finanziari collegati alla cooperativa Rear. È importante sottolineare che l’essere indagati non equivale a una condanna: la richiesta di archiviazione equivale a una proposta di chiusura delle indagini senza rinvio a giudizio.

Impatto politico e amministrativo

La vicenda ha sollevato interrogativi nell’ambito politico e amministrativo locale, perché coinvolge figure istituzionali e un ente di tipo cooperativo radicato sul territorio. L’attenzione mediatica è stata alimentata anche dalla presenza di esponenti politici nel fascicolo. Se la richiesta di archiviazione verrà accolta dal giudice, per gli indagati si aprirà la strada verso la chiusura formale del procedimento; in caso contrario, il processo potrebbe proseguire con ulteriori approfondimenti.

Prossimi passi e possibili sviluppi

Ora la richiesta di archiviazione è nelle mani del giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se accogliere la proposta della procura o richiedere ulteriori approfondimenti. Eventuali opposizioni alla richiesta possono essere presentate dalle parti offese o da altre parti interessate, secondo le garanzie previste dal codice di procedura penale. In termini pratici, la conclusione del procedimento dipenderà dalla valutazione sugli elementi probatori raccolti fino al 26 maggio 2026 e dalla eventuale iniziativa delle parti coinvolte.

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