24 Maggio 2026 🌤 29°

Allerta a Torino per la notte precedente il derby tra Juventus e Torino

Notte di caccia tra tifosi e comunicazioni contestate: la città sotto controllo delle forze dell'ordine prima del derby

Allerta a Torino per la notte precedente il derby tra Juventus e Torino

La vigilia del derby della Mole si è trasformata in una lunga notte di allerta per le autorità cittadine. In vista della partita fissata per il 24 maggio 2026 allo stadio Olimpico-Grande Torino, gruppi organizzati delle tifoserie hanno passato ore a cercarsi in diverse zone della città, aumentando i timori per possibili scontri. Le forze dell’ordine hanno mobilitato reparti e unità di controllo per sorvegliare i punti sensibili, con l’obiettivo di gestire i flussi a piedi e prevenire incontri ravvicinati pericolosi.

La notte della «caccia»: movimenti e presidii

Per molte ore sono circolati gruppi numerosi di tifosi in aree distinte, dando vita a una vera e propria caccia reciproca. A Moncalieri una presenza significativa di sostenitori juventini si è radunata davanti alla sede storica dei Drughi, mentre nel quartiere Vanchiglia diverse decine di ultras granata si sono riuniti vicino a piazza Vittorio Veneto. Le pattuglie mobili sono rimaste allertate e hanno seguito gli spostamenti, cercando di evitare il contatto diretto tra fazioni e monitorando ogni spostamento sospetto con l’ausilio della Digos e delle forze operative.

I punti caldi e la ricerca del contatto

La tensione è salita quando i gruppi granata si sono mossi in direzione sud della città, avvicinandosi alla zona dello stadio e a via Spazzapan. In quella fase alcuni sostenitori juventini hanno tentato di raggiungerli per un confronto, ma l’intervento delle autorità ha finito per interrompere la escalation. Aggiornamento ore 18. più tardi, nei pressi dello Stadio Grande Torino, si sono registrati momenti di scontro più violenti: lanci di sassi e fumogeni contro gli agenti che hanno risposto anche con l’uso di lacrimogeni per ripristinare l’ordine, portando a diverse persone fermate.

Il caso del dress code e la nota della questura

Nei giorni precedenti era scoppiata una polemica dopo che alcuni possessori di biglietti hanno ricevuto mail dal club granata con indicazioni sui colori da non indossare in specifici settori. La comunicazione ha sollevato dubbi legali, perché in assenza di provvedimenti ufficiali non spetta al club vietare l’ingresso per colore degli indumenti. La Juventus ha espresso forte perplessità per la vicenda, ritenendo la misura discutibile. Il dibattito si è chiuso, almeno sulla carta, con l’intervento della questura che il 23 maggio ha chiarito come gli accessi restino regolati dalle norme di legge e non ci sia motivo di vietare sciarpe o maglie della squadra ospite.

Comunicazioni ufficiali e reazioni

La nota della questura è stata discussa nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto, al quale hanno partecipato anche le società coinvolte. L’esito è stato quello di ribadire il rispetto delle norme e di lasciare libertà di abbigliamento nei settori, salvo diverse esigenze di ordine pubblico che dovessero emergere. Intanto la vicenda del caso dress code ha alimentato la tensione tra i tifosi, contribuendo a un clima già carico per precedenti episodi di violenza urbana legati al tifo estremo.

Magliette, slogan e arresti

Durante gli scontri notturni sono circolate anche segnalazioni su distribuzioni di materiale provocatorio: alcuni gruppi granata avrebbero diffuso magliette con slogan contro il presidente del club, Urbano Cairo, mentre tra i fermati risultano tifosi di entrambe le parti. Le autorità stanno ricostruendo i fatti per identificare responsabilità penali e amministrative, con la priorità di circoscrivere i promotori degli episodi più violenti e di evitare ulteriori escalation nelle ore che precedono il match.

La gestione dell’ordine pubblico per la giornata del derby

Il piano di sicurezza per il giorno della partita è stato potenziato: polizia, carabinieri, reparti mobili e la Digos presidieranno i punti di ritrovo, i percorsi di accesso allo stadio e le aree più sensibili della città. Le autorità tengono sotto controllo anche il possibile sviluppo dei flussi a piedi, ossia i tifosi che raggiungono il match camminando, considerato il rischio maggiore per incontri non controllati. Nel recente passato si era preferito programmare il derby in orario diurno per facilitare la gestione della sicurezza; la scelta odierna, invece, riapre la questione della logistica e del presidio delle vie urbane.

La città si prepara a vivere una giornata blindata, con la speranza che il confronto resti confinato al campo sportivo e non degeneri in nuovi episodi di violenza. Le prossime ore saranno decisive per valutare eventuali provvedimenti aggiuntivi e per verificare il rispetto delle indicazioni impartite dagli organi di pubblica sicurezza in vista del fischio d’inizio.

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