24 Maggio 2026 ☀ 30°

Commemorazione a Pollenzo: l’ultimo saluto a Carlo Petrini tra folla e istituzioni

La comunità si è raccolta sotto il viale di Tigli a Pollenzo per rendere omaggio a Carlo Petrini: fiori, applausi e numerosi messaggi di cordoglio da istituzioni e personalità

Commemorazione a Pollenzo: l’ultimo saluto a Carlo Petrini tra folla e istituzioni

La bara di Carlo Petrini è stata accolta da un lungo applauso all’arrivo sotto il viale di Tigli del Quadrilatero dell’agenzia di Pollenzo, dove si è allestita la camera ardente. In una giornata dal clima quasi estivo, migliaia di persone hanno affollato l’area per partecipare alla commemorazione: tra corona e mazzi di fiori erano visibili rose bianche, girasoli e altri omaggi consegnati da cittadini e associazioni.

Accanto ai fiori stava la famiglia: presente la sorella Chiara e altri congiunti che hanno voluto mantenere riservato l’elenco degli interventi previsti. Per volontà della famiglia non è stato diffuso un programma ufficiale dei relatori, ma la forte partecipazione e le presenze eccellenti hanno trasformato la cerimonia in un momento di memoria collettiva.

La camera ardente e le presenze

La scena a Pollenzo è stata segnata dalla partecipazione di figure note del panorama civile e culturale. Oltre ai cittadini, hanno raggiunto la sede dell’evento personalità come don Luigi Ciotti, l’autore televisivo Antonio Ricci, lo scrittore Jacopo Fo e l’attore-intellettuale Moni Ovadia. Tra i rappresentanti delle istituzioni si sono visti il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore regionale Marco Gallo e l’ex sindaco di Torino Piero Fassino, insieme ai sindaci locali come Alberto Gatto (Alba) e Gianni Fogliato (Bra).

Atmosfera e simboli

L’atmosfera è stata segnata da gesti sobri: il corteo di persone, gli applausi all’arrivo della bara e i fiori lasciati vicino al feretro hanno reso tangibile il legame tra Petrini e il territorio. Il viale di Tigli, cornice della cerimonia, è diventato luogo simbolico dove si è raccolta la pluralità di chi ha condiviso le sue battaglie su sostenibilità e valorizzazione delle comunità locali. La scelta di non pubblicare il programma degli interventi ha sottolineato il tono personale e familiare dell’evento, pur nel riconoscimento pubblico del suo ruolo.

Le reazioni delle istituzioni e le attestazioni di cordoglio

I messaggi di cordoglio sono giunti da più parti, a conferma dell’impatto che Petrini ha avuto oltre la sua città natale. Il Presidente della Repubblica ha ricordato l’importanza del suo lavoro per la cultura del cibo, mentre amministratori regionali e locali hanno sottolineato come la sua visione abbia messo al centro la biodiversità e il rispetto della terra. I commenti hanno evidenziato il suo ruolo di innovatore capace di coniugare tradizione e innovazione nel settore agroalimentare.

I ricordi pubblici

Il presidente della Regione ha definito Petrini come un uomo che ha cambiato la cultura agricola, richiamando il suo amore per la terra e l’impegno per rendere la sostenibilità un atto politico e civico. Sindaci e rappresentanti provinciali hanno ricordato come le iniziative nate dalla sua area abbiano creato opportunità per produttori locali e giovani, mettendo in luce un’efficace relazione tra territorio e valorizzazione economica e culturale.

L’eredità culturale e il futuro del movimento

Al di là delle condoglianze, molti interventi si sono concentrati sull’eredità lasciata dal fondatore di Slow Food. La sua attenzione al rapporto tra cibo, identità e comunità è stata ricordata come un patrimonio intangibile che continuerà a ispirare pratiche di tutela ambientale e di produzione agricola di qualità. Associazioni, organizzazioni del settore e istituzioni hanno ribadito l’impegno a preservare e sviluppare le idee nate attorno alla sua figura.

Il ricordo dei colleghi e degli amici ha toccato aspetti personali e professionali: si è parlato della sua capacità di dialogare con persone diverse, dalla comunità locale ai leader internazionali, e della sua fiducia nelle buone idee come motore di cambiamento. In questo senso, la commemorazione a Pollenzo non è apparsa solo come un momento di lutto, ma come un punto di partenza per consolidare le pratiche che lui ha promosso.

In definitiva, la giornata di omaggi e ricordi ha confermato quanto la figura di Carlo Petrini fosse radicata nel tessuto sociale e culturale del territorio. Tra applausi, fiori e parole di stima, la comunità ha voluto testimoniare che le cause che lui ha portato avanti — dalla tutela della biodiversità alla dignità del lavoro agricolo — resteranno al centro del dibattito pubblico e delle azioni future.

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