Il 29 giugno 2026 la Polizia di Stato attraverso la Squadra Mobile di Torino ha disposto il fermo di cinque cittadini albanesi regolarmente presenti sul territorio nazionale, sospettati di aver messo a segno una serie di furti in abitazione nei comuni di Giaveno e Ivrea. L’operazione sintetizza settimane di lavoro investigativo basato su osservazione e monitoraggio degli spostamenti del gruppo.
Le attività investigative hanno portato gli agenti a individuare i sospetti nei pressi di un bar del quartiere Madonna di Campagna a Torino, dove i cinque sono stati bloccati e perquisiti. Successivamente le verifiche sono state estese a un appartamento nel comune di Leinì ritenuto la base logistica del gruppo, dove è stata trovata e sequestrata una consistente quantità di refurtiva.
Sequestro della refurtiva e valore stimato
Nel corso della perquisizione a Leinì gli investigatori hanno recuperato numerosi monili e oggetti in oro e argento per un valore complessivo stimato in circa 60 mila euro. Il materiale repertato comprende, tra l’altro, 24 anelli10 collane9 bracciali e 8 orologi di cui due segnalati come di particolare pregio, oltre a numerosi ciondoli e altri gioielli.
Tipologia degli oggetti rinvenuti
L’elenco dettagliato della refurtiva evidenzia una prevalenza di oggetti di oreficeria: la maggioranza è costituita da monili in oro e argento tipicamente sottratti durante i colpi in abitazione. Il ritrovamento di più orologi, con due esemplari di valore, ha contribuito a innalzare la stima complessiva del bottino fino alla somma indicata.
Strumenti e modalità operative contestate
Oltre ai gioielli, gli agenti hanno sequestrato diversi strumenti ritenuti funzionali alla commissione dei reati: una smerigliatrice grossi cacciavitiguanti e scaldacollo. Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori vi sono anche cinque radiotrasmittenti ipotizzate come il sistema di comunicazione usato dal gruppo per coordinare gli spostamenti e i tempi d’ingresso durante i furti.
La presenza di questo kit comportamentale è considerata dagli inquirenti un indizio della pianificazione delle azioni, con ruoli e compiti potenzialmente distribuiti tra i membri del gruppo. La combinazione di attrezzi per lo scasso e dispositivi di comunicazione è comunemente associata, nelle indagini sui reati predatori, a una maggiore capacità di organizzazione e rapidità nell’esecuzione dei colpi.
Esiti procedurali e inquadramento dell’operazione
Al termine degli accertamenti i cinque uomini sono stati sottoposti a fermo con l’accusa di furto in abitazione e denunciati per ricettazione. Successivamente sono stati condotti in carcere. L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di contrasto ai reati predatori messo in atto dalla Squadra Mobile di Torino sul territorio provinciale.
Nel corso delle indagini, gli elementi raccolti attraverso il monitoraggio e il servizio di osservazione sono stati valutati come sufficienti a disporre le misure cautelari. Restano attive le procedure investigative per ricostruire con precisione i singoli episodi contestati e l’eventuale canale di ricettazione della merce sequestrata.
La complessità dell’attività investigativa evidenzia come il contrasto ai furti in abitazione richieda sia l’attento controllo delle dinamiche locali sia l’analisi degli strumenti operativi utilizzati dalle presunte organizzazioni criminali. Il recupero del materiale e il fermo dei sospetti rappresentano, per ora, i risultati concreti raggiunti nelle fasi preliminari dell’inchiesta.



