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Carabinieri a Caselle, simulazione di ostaggio nella sede Leonardo per testare le procedure

Lo scorso giovedì mattina a Caselle la sede Leonardo S.P.A. ha ospitato un'esercitazione dell'Arma dei Carabinieri con agenti della Compagnia di Venaria Reale, A.P.I. del Nucleo Radiomobile di Torino e S.O.S. del 1° Reggimento Piemonte per gestire un dipendente armato che si era barricato in un ufficio con un ostaggio

Carabinieri a Caselle, simulazione di ostaggio nella sede Leonardo per testare le procedure

Lo scorso giovedì mattina, alle 7la struttura della Leonardo S.P.A. a Caselle è stata teatro di una complessa esercitazione condotta dal Comando Provinciale di Torino dell’Arma dei Carabinieri. L’esercitazione ha riprodotto uno scenario in cui un dipendente, venuto a sapere della perdita del lavoro, si armava di pistola e coltello e si asserragliava in un ufficio con un collega tenuto in ostaggio. L’attività è stata pensata per valutare la risposta alle emergenze in un contesto aziendale del Piemonte.

La simulazione ha coinvolto più reparti con ruoli distinti: dalla reazione iniziale alla trattativa prolungata. L’intervento ha permesso di mettere alla prova protocolli, tempi di intervento e il coordinamento tra unità differenziate, utilizzando risorse umane e tattiche per riprodurre fedelmente la gestione di una crisi reale in ambiente lavorativo.

Esercizio operativo nella sede di Caselle e svolgimento delle fasi

L’operazione è stata avviata alle 7 e ha visto in prima linea i militari della Compagnia di Venaria Reale insieme alle Aliquote di Primo Intervento (A.P.I) del Nucleo Radiomobile di Torino. Sono state inoltre impiegate le Squadre Operative di Supporto (S.O.S) del 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte”che hanno fornito supporto tattico e logistico. L’intervento ha ricostruito cronologicamente le fasi tipiche: isolamento dell’area, valutazione della minaccia, apertura del canale di comunicazione e gestione degli ingressi per evitare escalation.

Il ruolo del negoziatore e della sezione G.I.S.

Per la parte negoziale è stato presente un militare negoziatorecoordinato dalla Sezione Negoziazione e Consulenza Operativa del G.I.S. dell’Arma dei Carabinieri. In questa fase è stato simulato un confronto psicologico prolungato con l’aggressore, mirato a preservare l’incolumità dell’ostaggio e a creare le condizioni per una risoluzione senza ricorrere all’uso della forza. L’impiego del G.I.S. in supervisione ha garantito l’applicazione di protocolli specialistici e la verifica delle modalità di azione con personale formato per eventi ad alta criticità.

Obiettivi pratici dell’esercitazione e risultati operativi

Lo scopo dichiarato dell’esercitazione era verificare la capacità di reazione tra le diverse unità coinvolte, ottimizzare i tempi di impiego e mettere alla prova le procedure d’ingaggio e il coordinamento generale. L’azione ha consentito di simulare azioni di elevata complessità criminale in un contesto aziendale, consentendo alle squadre di esercitarsi su aspetti di comunicazione interunitaria, sicurezza per i civili e gestione delle negoziazioni.

Dopo diverse ore di trattativa simulata, le operazioni si sono concluse con la risoluzione della crisi, impiegando tutte le risorse disponibili. Questo esito ha permesso ai comandi di raccogliere osservazioni operative concrete per affinare le procedure e consolidare l’addestramento delle unità impiegate, con particolare attenzione alla sincronizzazione tra Nucleo Radiomobile, A.P.I., S.O.S. e la struttura di negoziazione del G.I.S.

La scelta di svolgere l’esercitazione in un sito industriale come quello della Leonardo S.P.A. a Caselle ha offerto uno scenario realistico per valutare rischi specifici legati alla presenza di molte persone e a spazi chiusi tipici degli uffici. L’attività ha evidenziato l’importanza di preparare le forze dell’ordine a scenari che uniscono elementi di crisi aziendale, minaccia armata e detenzione di ostaggi, richiedendo competenze tecniche e operative diversificate.

La sperimentazione ha anche sottolineato il valore della pianificazione preventiva e dell’addestramento congiunto tra reparti: esercitazioni come questa servono a consolidare protocolli operativi e a ridurre i margini di errore quando si dovrà intervenire in situazioni reali, salvaguardando vite e limitando i danni materiali.

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