Un raggio di speranza si accende nel progetto ‘Diritto al nome, diritto alla memoria’che mira a identificare 35 partigiani caduti durante il rastrellamento nazifascista in Val Grande nel giugno del 1944. La direttrice del Laboratorio di antropologia e odontoiatria forense (Labanof) di Milano, Cristina Cattaneo, ha annunciato possibili avanzamenti in quattro casi specifici.
Possibili identificazioni in quattro casi
Durante un convegno alla Casa della Resistenza di Verbania, Cattaneo ha dichiarato: “Non vogliamo alimentare illusioni perché sono operazioni molto sensibili, oltre che complesse, ma ci sono delle possibilità. Ci sono dei possibili match e nei prossimi controlli dovremmo avere conferme. Stiamo lavorando su quattro profili e io credo che nei prossimi mesi una buona notizia per Baveno ci sarà.”
Il processo di identificazione
Il lavoro è iniziato nel 2026 con l’esumazione dei cadaveri e le successive autopsie, seguite da analisi chimiche, isotopiche, genetiche e sul tipo di lesioni riscontrate. Per un’identificazione certa, è necessario un test del DNA. Donne e uomini ritenuti possibili parenti dei partigiani scomparsi sono stati invitati a sottoporsi a un tampone salivare, ma finora solo in nove, di quattro famiglie, lo hanno fornito. Cattaneo ha sottolineato: “Mi aspettavo una maggiore affluenza e chiedo di diffondere questa iniziativa.”
La strage di ragazzini in Val Grande
Il convegno ha anche reso noti alcuni dati relativi al rastrellamento in Val Grande, nel quale si stima abbiano perso la vita 230 persone. Andrea Pozzetta, storico della Casa della Resistenza, ha dichiarato: “Fu una strage di ragazzini. L’età più frequente tra le vittime note è vent’anni e il 46% erano minorenni, cioè avevano meno di 21 anni. Il più giovane ne aveva dieci.”
I partigiani ignoti furono fucilati in diverse località: 16 a Verbania Fondotoce, 12 a Baveno, 6 a Pogallo e uno ad Aurano. In alcuni casi, saranno necessarie esumazioni di quelli che si ritengono essere i genitori di questi morti, per completare il processo di identificazione.
Il progetto continua a procedere con cautela e determinazione, nella speranza di restituire un nome e una memoria a questi giovani eroi caduti per la libertà.



