24 Maggio 2026 ☀ 30°

Processo a Torino: le accuse contro Forzese e la vicenda del circolo Edoras

Forzese respinge l'etichetta di fascista e minimizza il ruolo nel circolo Edoras mentre il processo andrà avanti

Processo a Torino: le accuse contro Forzese e la vicenda del circolo Edoras

Il 22 maggio Enrico Forzese si è presentato in aula per l’interrogatorio nell’ambito del processo con rito abbreviato che lo vede imputato. In un’udienza tenuta a porte chiuse, la difesa ha ribadito la posizione dell’imputato che ha dichiarato di non aver mai sostenuto di essere fascista e di non esserlo mai stato. La vicenda si inscrive in un quadro giudiziario più ampio, con accuse che toccano temi sensibili come propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione, elementi al centro della contestazione della pubblica accusa.

Le persone coinvolte e le accuse formali

Nel fascicolo compaiono complessivamente diciassette persone, tra cui nomi indicati dagli inquirenti come rilevanti nel presunto circuito del circolo. Tra gli indagati figurano Mattia Borsella e il figlio dell’assessore regionale Carlo Vignale; l’imputazione generale include reati connessi alla legge Scelba, che proibisce la riorganizzazione del partito fascista, oltre a ipotesi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. La pluralità delle posizioni processuali è ampia: alcuni hanno scelto il rito abbreviato, altri la messa alla prova o il rito ordinario, mentre la fase difensiva procede con diversi avvocati al fianco degli indagati.

Le contestazioni legate al circolo Edoras

Secondo gli atti dell’inchiesta, la sede individuata come Edoras non avrebbe ospitato soltanto eventi musicali o culturali, ma manifestazioni riconducibili allo spirito del partito sciolto e di gruppi neonazisti. Nel luglio 2026 i carabinieri del ROS hanno sequestrato i locali: le accuse parlano di concerti con band estremiste, l’uso di saluti romani e l’intonazione di inni al Duce in occasione di raduni che avrebbero assunto carattere rituale. Alcune intercettazioni e elementi raccolti dagli investigatori descrivono pratiche che gli inquirenti definiscono tipiche di organizzazioni ispirate al nazifascismo.

Prove, intercettazioni e elementi d’indagine

Le autorità giudiziarie hanno raccolto conversazioni e materiale che, a loro avviso, documenterebbero riti e iniziative connesse a una simbologia estremista. In uno degli episodi citati, membri del gruppo avrebbero messo in scena una presunta iniziazione nazista, circostanza descritta dagli investigatori attraverso intercettazioni e riscontri. I pubblici ministeri che coordinano l’inchiesta sono Manuela Padrotta e Davide Pretti; il loro lavoro ha portato all’iscrizione di più persone nel registro degli indagati e all’ammissione di parti civili che hanno richiesto di essere chiamate in giudizio.

Dichiarazioni pubbliche e percorso politico di Forzese

Davanti al giudice Forzese ha ricostruito il proprio percorso militante, ricordando esperienze in formazioni di destra come la dirigenza di Aliud e la militanza in Fratelli d’Italia, con ruoli locali di rilievo. L’imputato ha affermato di essere oggi vicino a Roberto Vannacci e di aver aderito al movimento Futuro Nazionale, precisando che la sua presenza agli incontri organizzati presso il circolo era, a suo dire, prevalentemente di natura consulenziale: «ero un consulente di Edoras», ha dichiarato, raccontando partecipazioni a dibattiti e inaugurazioni piuttosto che alla gestione di eventi che i magistrati definiscono estremisti.

Eventi pubblici e rapporti con altri esponenti

Negli ultimi giorni, secondo quanto emerso, Forzese aveva partecipato a iniziative pubbliche accanto al deputato Emanuele Pozzolo e aveva presentato a Torino il generale Roberto Vannacci durante una cena a pagamento riservata a sostenitori. La difesa sostiene che tali occasioni erano incontri politici e di confronto, non la promozione di idee vietate dalla normativa sulla riorganizzazione del disciolto partito. Questa versione contrasta con la lettura degli inquirenti, che vedono invece nelle stesse manifestazioni elementi di continuità con pratiche e simboli dell’estremismo.

Difese, parti civili e prossime udienze

Forzese è assistito dall’avvocato Gabriele Assenzi; altri difensori coinvolti nel procedimento sono Andrea Giordana e Gino Arnone, tra gli altri. Sono state ammesse come parti civili sia il proprietario dell’immobile che ospitava il circolo, l’avvocato Federico Milano, sia l’Unione delle comunità ebraiche rappresentata dall’avvocato Tommaso Levi. Il processo a carico di Forzese è destinato a riprendere a giugno, quando è prevista la discussione, mentre per gli indagati che hanno scelto percorsi alternativi come la messa alla prova sono in corso le definizioni del relativo programma rieducativo.

Impatto locale e riflessioni pubbliche

La vicenda ha sollevato interrogativi nella comunità locale sul confine tra attività politica e pratiche punite dalla legge. L’attenzione è rivolta non solo agli aspetti giudiziari, ma anche alle conseguenze sociali delle iniziative che avrebbero avuto luogo nella sede indicata dagli inquirenti. Il dibattito pubblico proseguirà parallelamente all’iter processuale, con le parti che attendono la calendarizzazione delle udienze successive e gli approfondimenti richiesti dalla difesa e dall’accusa per chiarire ruoli, modalità e responsabilità.

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