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Lancio di bici elettrica dai Murazzi di Torino: dettagli del processo

Un uomo di 46 anni è stato accusato di aver lanciato una bici elettrica dai Murazzi di Torino, danneggiando un ombrellone del locale Gianca. La procura ha chiesto un anno e quattro mesi di carcere.

Lancio di bici elettrica dai Murazzi di Torino: dettagli del processo

La notte del 10, i Murazzi di Torino sono stati teatro di un episodio inquietante. Un uomo di 46 anni, originario del Marocco, è stato accusato di aver lanciato una bici elettrica dalla balaustra dei Murazzi, colpendo un ombrellone del locale Gianca. La procura di Torino ha chiesto un anno e quattro mesi di carcere per l’imputato, accusato di danneggiamento e tentate lesioni aggravate.

Le accuse e le richieste della procura

L’avvocato Gino Arnone, che rappresenta il locale Gianca, ha chiesto al tribunale di riqualificare i reati in tentato omicidio. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe lanciato la bici per vendetta dopo un litigio con i buttafuori. Vicino al punto in cui è caduta la bici, c’erano diverse persone, tra cui un giovane che ha dichiarato di averla vista precipitare a pochi metri da me.

Le dichiarazioni dell’imputato

L’imputato ha negato ogni addebito, ammettendo solo un diverbio con i buttafuori, durante il quale è stato colpito al volto con un pugno. Ha dichiarato di essersi allontanato subito con la propria auto, un’Opel Astra bianca. Non sono io quella personaha sostenuto durante l’interrogatorio. Io non l’ho lanciata né ho visto qualcuno che la lanciava.

Le prove raccolte

Le telecamere della zona hanno ripreso un uomo con la stessa corporatura dell’imputato, che indossava un cappello con pompon. Prima lo si vede mentre sradica un cestino dell’immondizia, poi si avvicina a una bici elettrica simile a quella scagliata contro il dehors. Dopo il lancio, la stessa persona si è allontanata a bordo di un’auto chiara. Le indagini sono state coordinate dalla sostituta procuratrice Livia Locci.

Il contesto e le precedenti vicende

Solo pochi giorni prima dell’episodio al Gianca, una baby gang di ragazzi aveva compiuto un gesto simile poco distante, alla discoteca The Beach. In quella occasione, la bici aveva colpito lo studente di medicina Mauro Glorioso, mandandolo in coma. Per fortuna, nel caso del Gianca, nessuno è rimasto ferito, anche grazie all’ombrellone colpito, che ha attutito l’impatto.

La sentenza è attesa a luglio. Nel frattempo, la città di Torino continua a fare i conti con episodi di violenza e vandalismo che turbano la tranquillità della movida cittadina.

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