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Cappellano a Bruxelles: super-crediti e regole per sostenere l’elettrificazione in Europa

A Bruxelles Emanuele Cappellano di Stellantis ha evidenziato l'importanza dei super-crediti, di un quadro normativo per il Made in Europe e di misure specifiche per i veicoli commerciali leggeri, sottolineando la necessità di obiettivi realistici e flessibilità basata sulla media quinquennale.

Cappellano a Bruxelles: super-crediti e regole per sostenere l’elettrificazione in Europa

A Bruxelles, durante un congresso del settore, Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantisha chiesto un’accelerazione della transizione verso la mobilità elettrica con un’attenzione particolare all’accessibilità economica.

Il manager ha sottolineato che strumenti regolatori mirati possono giocare un ruolo decisivo nell’aumentare la domanda di veicoli a batteria e nel favorire un’adozione su larga scala.

Invito all’uso dei super-crediti per stimolare la domanda di veicoli elettrici prodotti in Europa

Secondo Cappellano, i super-crediti per i veicoli elettrici di piccole dimensioni e per quelli assemblati in Europa rappresentano un meccanismo chiave per sostenere il mercato: “L’Europa deve accelerare l’elettrificazione a prezzi accessibili: i super-crediti per i veicoli elettrici di piccole dimensioni e per quelli prodotti in Europa sono uno strumento fondamentale per incrementare la domanda e garantire un’adozione di massa“. Con queste parole, il responsabile Europa di Stellantis ha messo in evidenza la necessità di incentivi che rendano le auto elettriche economicamente competitive per un pubblico più vasto, evitando che la transizione resti appannaggio di una nicchia di acquirenti.

Perché i super-crediti possono fare la differenza

I super-crediti operano come un bonus regolamentare che valorizza la produzione o la vendita di specifici modelli; in questo contesto, Cappellano ha suggerito che privilegiare i veicoli elettrici di piccole dimensioni e quelli prodotti in Europa incentiverebbe sia la domanda sia la filiera industriale locale. L’obiettivo dichiarato è favorire un’adozione di massa senza gravare sui consumatori con costi proibitivi, promuovendo al contempo la competitività delle aziende europee.

Quadro normativo per il ‘Made in Europe’ e approccio su misura per i veicoli commerciali leggeri

Il dirigente ha poi richiamato l’attenzione sull’importanza di un quadro normativo che tuteli la produzione e l’occupazione in Europa: “Un solido quadro normativo per il ‘Made in Europe’ è fondamentale;” ha detto, richiedendo regole che garantiscano condizioni di parità per gli operatori del mercato europeo. L’enfasi è rivolta alla protezione delle filiere industriali locali e al rafforzamento della resilienza del settore automobilistico europeo.

Per i veicoli commerciali leggeriCappellano ha sollecitato una diversa lettura normativa, riferendosi alla necessità di criteri calibrati sulla realtà delle imprese che operano in questo segmento: “richiedono un approccio normativo specifico: la media quinquennale, obiettivi realistici e la massima flessibilità sono essenziali per evitare di penalizzare le pmi e per consentire una transizione praticabile verso una mobilità a zero emissioni“. Qui il riferimento alla media quinquennale si pone come soluzione pratica per definire target che tengano conto delle fluttuazioni e dei tempi tecnici di adeguamento delle flotte.

Impatto sulle piccole e medie imprese

Il richiamo alla massima flessibilità è nato dalla preoccupazione che regole troppo rigide possano gravare in modo sproporzionato sulle PMIche spesso dispongono di risorse più limitate per rinnovare parchi veicolari o investire in tecnologie elettriche. Cappellano ha argomentato che obiettivi realistici e un orizzonte temporale adeguato, come la media quinquennalepossano facilitare una transizione sostenibile sia dal punto di vista economico sia operativo.

Nel complesso, le dichiarazioni pronunciate a Bruxelles evidenziano una linea che coniuga incentivi di mercato con tutela della produzione europea e attenzione alle specificità settoriali: una proposta normativa che mira a sostenere la domanda, proteggere i posti di lavoro e rendere la conversione verso la mobilità elettrica effettivamente praticabile per una pluralità di operatori.

Queste posizioni delineano le priorità indicate da un rappresentante dell’industria automobilistica europea, richiamando l’attenzione delle istituzioni e degli stakeholder su strumenti regolatori che possano conciliare obiettivi ambientali e sostenibilità industriale.

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