Torino piange la scomparsa di Francesco Guccini, il cantautore che ha saputo conquistare il cuore della città con la sua musica e le sue parole. Un legame speciale, quello tra Guccini e Torino, che affonda le radici negli anni ’50 e ’60, quando il giovane Francesco iniziò a collaborare con il collettivo Cantacronache un gruppo di musicisti e scrittori che cercavano di valorizzare la canzone di protesta contro le canzonette di consumo del dopoguerra.
Emilio Jona, uno dei fondatori di Cantacronache, ricorda con affetto il rapporto tra Guccini e la città: «È stato il vero prosecutore di Cantacronache, quell’esperienza gli servì per diventare ciò che è stato». Un legame che si è rafforzato nel corso degli anni, con concerti indimenticabili e partecipazioni al Salone del Libro di Torino.
I concerti indimenticabili di Guccini a Torino
Torino ha ospitato alcuni dei concerti più memorabili di Francesco Guccini. Dal Palasport nel 1980 al parco della Pellerina nell’estate del 1984, i torinesi hanno avuto l’opportunità di vivere da vicino la magia della sua musica. Oskar Giammarinaro, leader degli Statuto, ricorda il suo primo concerto di Guccini alla Festa dell’Unità nel settembre del 1981: «Fu di Guccini il mio primo concerto in assoluto a cui andai come spettatore».
Uno degli ultimi concerti di Guccini a Torino si è tenuto all’Auditorium del Lingotto l’8 settembre del 2010, nell’ambito di MITO SettembreMusica. Un evento che ha segnato la fine di un’era, poiché due anni dopo il cantautore decise di smettere con i concerti.
Guccini e il Salone del Libro di Torino
Francesco Guccini era amatissimo anche dal pubblico del Salone del Libro di Torino. La sua prima partecipazione risale al 1993, ma è nel 2005 che è stato ospite d’onore. Nel 2014 ha partecipato insieme a Francesco De Gregori. Annalena Benini, direttrice del Salone, ricorda con affetto la presenza di Guccini: «Amava molto i libri, era uno scrittore e un burattinaio di parole, come gli piaceva definirsi».
Guccini ha sempre cercato di essere presente al Salone del Libro, anche quando la vista si è fatta troppo debole. «Presentava i suoi libri, raccontava le sue memorie, parlava di scrittura», ricorda Benini. Ogni sua partecipazione era accolta da una standing ovation anche l’ultima nel 2026.
Le canzoni di Guccini che hanno conquistato Torino
Le canzoni di Francesco Guccini hanno saputo trasformare storie personali e vicende storiche in emozioni trasversali. Da “Auschwitz” una delle prime canzoni italiane dedicate alla memoria della Shoah, a “La locomotiva” l’epopea del ferroviere anarchico Pietro Rigosi, diventata un inno alla libertà e alla giustizia sociale.
“L’avvelenata” è un altro brano che ha lasciato un segno profondo, con il suo sfogo contro i critici e il conformismo culturale. “Canzone per un’amica” è una delle pagine più intense del suo repertorio, capace di trasformare un lutto improvviso in una riflessione senza tempo sul senso della vita e della morte.
Le canzoni di Guccini sono diventate patrimonio della musica d’autore italiana perché sanno parlare al cuore delle persone, trasformando storie personali in emozioni universali. Un lascito che rimarrà per sempre nel cuore di Torino e di tutti i suoi fan.



