L’ultima edizione di Torino Comics ha segnato una svolta sia nel formato sia nell’affluenza. Trasferito alla Certosa Reale e al Parco Dalla Chiesa di Collegno per la sua trentesima edizione, il festival ha registrato oltre 100mila visitatori in tre giorni, riconfermando il ruolo della manifestazione come punto di riferimento per la cultura pop italiana.
Il cambio di scenario e l’impostazione completamente outdoor hanno ampliato l’accessibilità e attratto un pubblico variegato: famiglie, appassionati di lunga data e nuovi curiosi provenienti da tutto il Nord Italia. L’area commerciale gratuita ha permesso a chiunque di avvicinarsi al mondo del fumetto anche senza biglietto per il programma culturale.
Ospiti, mostre e spazio autori
Al centro della rassegna si è collocata la figura di Milo Manara, main guest dell’edizione, celebrato con la mostra “Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia” allestita nella Sala delle Arti e visitabile fino al 28 giugno. L’esposizione ha raccolto tavole e materiali che raccontano il dialogo tra fumetto, cinema e letteratura nella carriera dell’artista.
Incontri e firme
Il Chiostro della Certosa Reale ha ospitato oltre 200 tra autori, artisti ed editori, con una nutrita lista di ospiti come Giorgio Cavazzano, Ivo Milazzo e Marco Gervasio. Le sale dedicate agli incontri sono state spesso gremite, segno di un pubblico desideroso di confrontarsi direttamente con gli autori e di scoprire le novità editoriali.
Programmi paralleli: giochi, musica e cosplay
La parte ludica ha avuto grande rilievo: l’area games ha proposto centinaia di postazioni per giochi da tavolo, giochi di ruolo e modellismo, mentre la sezione videogame ha ospitato tornei e attività pensate per promuovere il gaming come strumento di socializzazione. Complessivamente l’offerta ha puntato sull’interazione e sulla partecipazione del pubblico.
Concerti e intrattenimento
Sul palco principale migliaia di spettatori hanno assistito ai concerti di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, protagonisti delle sigle più amate dal pubblico giovane e non solo. Giovanni Muciaccia ha invece firmato due spettacoli dedicati alla creatività, richiamando famiglie e appassionati di manualità e fai-da-te.
Temi sociali, partecipazione digitale e iniziative collaterali
Tra le novità più significative dell’edizione c’è lo spazio Eros ed Ethos, destinato a riflessioni su diritti, libertà di espressione e inclusione. Qui si è svolta anche la mostra “Venti di Pride”, curata dal Coordinamento Torino Pride, che ha esposto 20 manifesti storici rappresentativi delle venti edizioni del Pride torinese.
La dimensione digital ha avuto un ruolo importante: incontri e sessioni live con creator molto popolari, come Favij e LolloLacustre, hanno fatto il tutto esaurito, confermando il peso crescente dei contenuti online nel panorama degli eventi pop.
Mobilitazione e raccolte firme
In occasione del festival, i Radicali Italiani hanno promosso la campagna “Stop Tassa Etica”, raccogliendo oltre 2.500 firme in tre giorni. L’attivismo civico convive così con l’intrattenimento, trasformando l’evento anche in un’occasione di confronto pubblico su temi sociali.
Impatto e prospettive
La scelta di un festival diffuso e all’aperto sembra aver pagato sia in termini di partecipazione sia di esperienza dei visitatori: spazi più ampi, percorsi tematici distinti e una maggiore accessibilità hanno contribuito a rendere l’evento più ospitale. Il successo di pubblico lascia aperta la possibilità che il format outdoor venga riproposto nelle future edizioni.
Dal punto di vista culturale, l’edizione ha ribadito come fumetto, musica e gaming possano convivere in un’unica manifestazione, offrendo contenuti pensati per differenti fasce d’età e interessi. La rassegna ha consolidato la sua funzione di vetrina per talenti emergenti, con il rilancio del Premio Pietro Miccia e la presenza di aree dedicate al cosplay, valide anche per selezioni internazionali.
Nel complesso, Torino Comics 2026 ha celebrato trent’anni di storia rinnovandosi: una fusione tra memoria, intrattenimento e impegno civile che ha saputo coinvolgere decine di migliaia di persone in un fine settimana dedicato alla cultura pop.


