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Tabaccaio di Pavone Canavese evita il carcere: la storia di Franco Iachi Bonvin

Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese, è stato condannato a un anno e otto mesi di carcere per omicidio colposo, ma grazie alla sospensione condizionale della pena non andrà in prigione.

Tabaccaio di Pavone Canavese evita il carcere: la storia di Franco Iachi Bonvin

La vicenda di Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese, ha tenuto banco per anni. La notte del 7 giugno Iachi Bonvin sparò dal balcone di casa sua, uccidendo un ladro che stava saccheggiando la sua tabaccheria. La sentenza definitiva, emessa lo scorso 14 maggio ha stabilito una condanna a un anno e otto mesi di carcere, ma grazie alla sospensione condizionale della pena, il 74enne non dovrà scontare la reclusione.

Le circostanze del caso e la legittima difesa putativa

La Corte d’assise di appello di Torino ha riconosciuto che Iachi Bonvin aveva agito in una situazione di legittima difesa putativa. Il tabaccaio, che dormiva al secondo piano della palazzina dove si trovava la sua attività al piano terra, sentì scattare l’allarme e, affacciandosi, vide tre persone a volto coperto caricare la refurtiva su un furgone. Prese un revolver calibro 357 legalmente detenuto e sparò, colpendo mortalmente uno dei rapinatori.

In primo grado, Iachi Bonvin era stato condannato a cinque anni di reclusione per omicidio volontario. In appello, il reato è stato riqualificato in omicidio colposo, con una pena ridotta a un anno e otto mesi. I giudici hanno stabilito che, sebbene Iachi Bonvin avesse agito per difendersi, aveva travalicato per colpa i limiti della legittima difesa.

Le differenze con il caso Roggero

La vicenda di Iachi Bonvin è stata spesso paragonata a quella di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito gravemente un terzo. Tuttavia, le due storie presentano differenze sostanziali.

Roggero, a differenza di Iachi Bonvin, non ha mai mostrato pentimento e ha sempre rivendicato le sue azioni, arrivando a dire che, se potesse, le rifarebbe. Inoltre, Roggero inseguì i rapinatori fuori dal negozio a rapina già conclusa e sparò più colpi, mentre Iachi Bonvin sparò dal balcone verso il basso, senza infierire sulla vittima.

Le scelte processuali e le conseguenze

Iachi Bonvin ha scelto il processo con rito abbreviato, che prevede uno sconto di un terzo della pena e udienze a porte chiuse. Roggero, invece, ha optato per il rito ordinario, con un dibattimento mediatico e senza sconto di pena. Queste scelte processuali hanno influenzato significativamente gli esiti dei due processi.

La notte dell’omicidio, il 17 giugno Iachi Bonvin sentì la sirena dell’allarme antintrusione e, affacciandosi, vide tre individui travisati caricare la refurtiva su un furgone rubato. Prese il revolver e sparò vari colpi, uno dei quali colpì alla schiena Ion Stavila, cagionandone la morte. L’autopsia certificò che il ladro fu colpito alle spalle, mentre la moglie di Iachi Bonvin dichiarò che lui aveva sparato solo per difendersi.

La vicenda ha suscitato grande clamore a Pavone Canavese, con molti compaesani che hanno organizzato una fiaccolata di sostegno a Iachi Bonvin pochi giorni dopo l’omicidio. La sentenza definitiva, emessa lo scorso 14 maggio ha messo fine a un lungo processo che ha visto coinvolti i giudici Salvatore Dovere e Luca Lorenzetti.

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