Il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) torna a inaugurare la quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, un appuntamento che quest’anno si svolgerà il 10 e l’11 ottobre. In tutta la penisola saranno più di 700 luoghi ad aprire le proprie porte, ma è soprattutto nel territorio piemontese che si concentrano le novità più curiose: oltre 90 aperture tra città, colline e valli, molte delle quali raramente fruite dal pubblico.
Un itinerario diffuso tra storia, arte e natura nel cuore del Piemonte
Le iniziative si estendono da Torino a località più remote come Val d’Aosta, passando per borghi storici, castelli, monasteri e collezioni private. A Valperga si potrà percorrere il Sacro Monte di Belmonte un percorso che unisce le Cappelle della Passione alle statue secolari, immerso in un paesaggio di roccia e bosco. A Pagno la Collezione Ghiglia svela più di 80 Vespe e mille modelli in scala, accompagnata da oggetti legati alla storia dello scooter italiano. A Ceva il Castello Rosso apre per la prima volta i suoi corridoi, mentre il Forte di Ceva offre la scoperta di cappelle ipogee affrescate, e il Museo del Fungo racconta le tradizioni micologiche del territorio.
Racconti di arte sacra e vita monastica
Il Monastero dei SS. Pietro e Colombano di Pagno, di origine longobarda, si presenta come uno dei centri culturali più antichi della zona, con chiostri e affreschi conservati. A Novara la Chiesa e Oratorio della Madonna del Latte a Gionzana rivela un ciclo di affreschi tardogotici del XV secolo, rara testimonianza di arte religiosa di montagna. Queste tappe, accessibili a costo di contributo libero o riservate agli iscritti, rappresentano l’anima del progetto: avvicinare il pubblico a luoghi che, altrimenti, rimarrebbero chiusi.
Torino sotto una nuova luce: la Bolla e la Pista 500
Nel capoluogo piemontese il punto focale è la Bolla di Renzo Piano situata sul tetto del Lingotto. L’accesso, riservato agli Iscritti FAI avviene tramite la Pista 500 la storica pista di collaudo che è stata trasformata in una passeggiata panoramica arricchita da giardini pensili e installazioni artistiche. Dalla Bolla si gode una vista a 360° sulle Alpi e sullo skyline torinese, un’esperienza che unisce architettura industriale, design contemporaneo e paesaggio alpino. Accanto, la Villa La Tesoriera, appena restaurata, apre al pubblico il piano nobile e le sale affrescate del XVIII secolo, offrendo un tuffo nella vita aristocratica dell’epoca.
Altri tesori torinesi a porte aperte
Il Heritage Hub di Mirafiori mette in scena la storia dell’automobilismo italiano con oltre 300 veicoli dai modelli FIAT alle auto da servizio dei Carabinieri. L’evento prevede visite guidate a contributo libero, permettendo ai curiosi di avvicinarsi ai motori che hanno segnato la produzione nazionale per più di un secolo.
Made in Italy e artigianato: il filo conduttore dell’edizione
Questa edizione del FAI dedica una particolare attenzione al Made in Italy. Tra le iniziative più suggestive troviamo la visita al Lanificio Ermenegildo Zegna dove la direttrice Anna Zegna accoglie personalmente gli iscritti per raccontare la storia dell’azienda, le innovazioni tessili e la filosofia di sostenibilità. Nelle vicinanze, la Casa Zegna ospita la mostra “Luccicanza” di Chiara Camoni e una passeggiata ambientale che collega la foresta all’impatto climatico, dimostrando come tradizione e ricerca possano convivere.
Il Lanificio Picco 1883 a Veglio, invece, si trasforma in una galleria di arte contemporanea, mentre la Fondazione Antonio e Carmela Calderara ad Ameno apre la casa-studio dell’artista, mostrando una collezione di 327 opere e la mostra “Azuma. 100 × 100 Kokoro”. Questi appuntamenti, apribili a contributo libero o in esclusiva per gli iscritti, offrono al pubblico la possibilità di sostenere direttamente le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Per chi desidera conoscere tutti gli eventi, le modalità di iscrizione e le date precise, è possibile consultare il sito ufficiale del FAI a partire dal 30 settembre 2026. Le visite rappresentano non solo un’opportunità di scoperta, ma anche un gesto concreto di donazione a favore della conservazione di questi tesori, garantendo così la loro fruibilità per le generazioni future.



