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Scopri il primo rifugio alpino accessibile a tutti in Val di Susa

Tra i sentieri del Rocciamelone, il Rifugio La Riposa diventa un simbolo di inclusione. Scopri come la montagna può essere un luogo di crescita per tutti.

Scopri il primo rifugio alpino accessibile a tutti in Val di Susa

In mezzo alle maestose Alpi occidentali, il Rocciamelone si erge come un gigante di pietra, offrendo panorami mozzafiato e sentieri avventurosi. Tra questi, il Rifugio La Riposa rappresenta una novità unica nel suo genere: un luogo di accoglienza e inclusione a 2185 metri di quota, gestito dalla Fondazione Un Passo Insieme di Val della Torre.

La montagna, da sempre simbolo di sfida e superamento, diventa così un luogo di crescita e condivisione per tutti, incluse le persone con disabilità. Questo progetto innovativo, attivo dal 2026 al è frutto della collaborazione tra la Fondazione e il Comune di Mompantero con il supporto della Città metropolitana di Torino.

Un rifugio per tutti

Il Rifugio La Riposa, situato ai piedi del Rocciamelone, è diventato il primo rifugio alpino inclusivo grazie alla presenza di un’équipe di professionisti sanitari e sociosanitari. Un progetto pensato per permettere a tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni, di entrare in contatto con la montagna e trarne beneficio.

Andrea Vezzoli, direttore esecutivo della Fondazione, spiega: “Abbiamo creato questo progetto per permettere a tutte le persone che vivono uno stato di fragilità di entrare in contatto con la montagna, regno da sempre di inclusione e benessere”. La gestione del rifugio è stata affidata alla Fondazione dal Comune di Mompantero, con l’obiettivo di trasformare questo luogo in un punto di riferimento per l’inclusione sociale.

Il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha visitato recentemente il rifugio, esprimendo grande soddisfazione per l’iniziativa: “Siamo contenti di aver dato una mano a questa esperienza sfidante e ben riuscita, una vero occasione di crescita collettiva ideata dagli amici della Fondazione di Val della Torre che hanno colto a pieno il senso di inclusione e di armonia offerto da sempre dal territorio montano”.

Il percorso verso la vetta

Il sentiero principale verso il Rocciamelone parte da Mompantero e sale fino alla cresta del crinale, dove si trovano un vascone e una fontana. Poco più sotto sorge il Rifugio La Riposa, costruito sui ruderi di un ex fortino. Da qui, il percorso ben segnato continua verso i pendii erbosi, portando al Rifugio Ca’ D’Asti.

Continuando a salire tra i tornanti della pietraia, a 3300 metri di quota, si incontra la Croce di Ferro su un pilone. Questa tappa fondamentale è stata arricchita nel 1999 con un elegante bassorilievo in bronzo dell’artista Anna Branciari, raffigurante il Beato Edoardo Rosaz, collocato nella nicchia in occasione del centenario della posa della statua della Madonna.

Superata la Croce di Ferro, il percorso prosegue verso la vetta, dove si trovano la famosa statua bronzea della Madonna e il Rifugio Santa Maria. Oltre all’itinerario da Mompantero, dal Lago di Malciaussia si snodano altri due percorsi diretti alla cima: uno escursionistico attraverso il Colle della Croce di Ferro e uno alpinistico che passa per il Rifugio Tazzetti e il ghiacciaio del Rocciamelone.

Un panorama senza pari

Nelle giornate più terse, la vista dalla vetta del Rocciamelone è stupenda e spazia su tutte le Alpi occidentali. Si possono ammirare il Monviso, le Barre des Écrins, il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa e persino la collina torinese. In primo piano spiccano cime come la Punta dell’Aquila, il Robinet, la Cristalliera, l’Orsiera, lo Chaberton, il Niblè e il Sommeiller.

Sotto il Rocciamelone, si contemplano l’intera Val di Susa fino al Monginevro, la Val Cenischia con il Lago del Moncenisio e la Val di Viù. Un panorama che ripaga ogni sforzo e che rende questa escursione un’esperienza indimenticabile.

Per verificare la percorribilità e la sicurezza dei sentieri in alta quota, è sempre consigliabile fare riferimento al Club Alpino Italiano.

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