14 Giugno 2026 🌤 31°

Salone dei Cibi Leali a Casale: cibo, design e relazioni in mostra

Il Salone dei Cibi Leali debutta al Castello del Monferrato di Casale il 13 giugno 2026: oltre 30 realtà locali, il progetto CibiLeaLi – Nutrire la Terra, Nutrire le Relazioni, la presenza di Mitsuto Yagyu con Onda Sakè, il designer Ferdi Giardini e il contest Il Bicchiere del Barbesino.

Salone dei Cibi Leali a Casale: cibo, design e relazioni in mostra

Al Castello del Monferrato di Casale prende forma un nuovo racconto territoriale in cui il cibo non è solo prodotto ma linguaggio. Sabato 13 giugno 2026 alle ore 17,00 si inaugura il Salone dei Cibi Lealiun progetto espositivo che mette in dialogo produzioni locali, creatività e patrimonio culturale del Monferrato. L’evento propone un percorso pensato per trasformare il gusto in esperienza estetica e occasione di confronto, seguendo il filo conduttore del tema “CibiLeaLi – Nutrire la Terra, Nutrire le Relazioni”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 26 e offre uno sguardo sulle pratiche e sugli oggetti che traducono il rapporto tra food & beverage e design. L’iniziativa intende valorizzare il principio del fatto ad artemettendo al centro modalità di produzione autentiche, etiche e condivise.

Apertura, calendario e proposta espositiva al Castello del Monferrato

La serata inaugurale del 13 giugno 2026 segna l’avvio di un calendario espositivo che si svolge nelle sale al secondo piano del Castello del Monferrato. L’allestimento è strutturato come un itinerario sensoriale e narrativo: ogni pezzo esposto, ogni produttore presente contribuisce a raccontare la storia del territorio attraverso la qualità delle materie prime e l’attenzione alla relazione tra persone e ambiente. Il percorso si propone di evidenziare come il cibo possa diventare strumento di comunicazione culturale, capace di mettere in contatto mondi diversi e di stimolare riflessioni su agricoltura, innovazione e comunità.

Il tema guida, CibiLeaLi – Nutrire la Terra, Nutrire le Relazionimette in risalto anche un approccio economico informato da valori sociali: etica della produzione, cura del territorio e qualità delle relazioni quotidiane. In questo quadro il Salone interpreta il concetto di economia leale come pratica che considera il benessere collettivo e la sostenibilità come elementi centrali.

Partecipanti e progetti: Onda Sakè, designer e il contest Il Bicchiere del Barbesino

L’iniziativa coinvolge oltre 30 artisti, imprese, enti e associazioni del territorio monferrino e piemontese, offrendo una panoramica ampia e variegata delle eccellenze locali. Tra i protagonisti spicca il giapponese Mitsuto Yagyucreatore di Onda Sakèprogetto sviluppato nel Vercellese che fonde la cultura giapponese con la tradizione risicola piemontese. La presenza di Onda Sakè è un esempio concreto di come contaminazioni culturali possano tradursi in pratiche produttive innovative e radicate nel territorio.

Il contributo del design e dei creativi locali

Al fianco dei produttori sono presenti figure del design come il torinese Ferdi Giardiniche portano il tema del progetto e dell’oggetto come mediatori culturali. L’attenzione al rapporto tra contenuto gastronomico e contenitore disegna una mappa di oggetti capaci di diventare simboli riconoscibili della cultura del gusto contemporanea, valorizzando il legame tra funzione, forma e identità territoriale.

Il concorso Il Bicchiere del Barbesino e la performance inaugurale

Durante la serata inaugurale sarà anche presentato il contest Il Bicchiere del Barbesinopensato per la progettazione di un calice simbolo del Monferrato casalese. Il concorso è un’occasione per mettere in dialogo progettisti e comunità attorno a un oggetto che racchiude storia, tradizione e aspirazioni contemporanee. L’evento d’apertura sarà accompagnato da un rinfresco e dalla performance dell’artista Annalisa Rinaldiche contribuirà a dare alla serata una dimensione performativa e partecipata.

Complessivamente, il Salone dei Cibi Leali si configura come un luogo di incontro tra produzione alimentare, arte e design, in cui il concetto di “fatto ad arte” assume valore non solo estetico ma anche etico e sociale. La mostra rappresenta un invito a guardare al Monferrato non solo come area di produzione, ma come tessuto di relazioni capace di generare innovazione mantenendo salde le radici della tradizione.

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