La città di Rivoli ha deciso di partecipare al comitato locale della Biennale della Prossimità 2026 un appuntamento torinese dedicato alle “pratiche di democrazia profonda”. L’obiettivo dichiarato è trasformare i luoghi di educazione in laboratori permanenti di cittadinanza attiva creando ponti tra asili nido, scuole e le realtà associative del territorio.
Un impegno istituzionale per una rete educativa
Lidia Zanette, assessore ai servizi per asili nido, istruzione e città educativa spiega che l’adesione al progetto è la naturale prosecuzione di una strategia amministrativa volta a curare le relazioni sociali. “Vogliamo che ogni bambino, dalla prima infanzia fino alla scuola secondaria, trovi nella città uno spazio di crescita condiviso”, sottolinea Zanette. Questa visione si traduce in azioni concrete che mirano a rafforzare il tessuto sociale attraverso la collaborazione tra enti pubblici, famiglie e realtà del terzo settore.
Il ruolo del Tavolo Pedagogico 0-6
Il Tavolo Pedagogico 0-6 è uno dei pilastri su cui si fonda la proposta di Rivoli. Rappresenta un punto di incontro fra educatori, genitori e operatori del territorio per definire linee guida comuni sulla prima infanzia. In pratica, il tavolo elabora buone pratiche che poi vengono sperimentate negli asili nido comunali, promuovendo una continuità educativa che supera i confini delle singole strutture.
Eventi sul territorio: dalla Festa delle Famiglie alla Marcia per la Pace
Tra le iniziative più visibili spicca la Festa delle Famiglie un appuntamento estivo che coinvolge centri estivi, biblioteche e spazi verdi di Rivoli. L’evento, aperto a tutti i cittadini, combina laboratori creativi, giochi collettivi e momenti di discussione su temi di educazione civica. Parallelamente, la Marcia per la Pace organizza una camminata cittadina che invita bambini e genitori a riflettere sul valore della convivenza e del rispetto reciproco.
Obiettivi a lungo termine
Partecipare alla Biennale permette a Rivoli di valorizzare le competenze reciproche tra le diverse realtà del territorio. L’amministrazione vuole che le scuole, le associazioni e le famiglie diventino attori protagonisti nella costruzione di una cittadinanza partecipata. In questo modo, gli spazi di apprendimento non saranno più limitati alle mura scolastiche, ma si estenderanno a piazze, parchi e centri culturali, creando una rete viva di relazioni sociali.



