La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino entra in una fase di trasformazione che combina tutela dell’architettura storica e apertura verso la città. Il progetto, presentato il 30 giugno al Teatro Regio, prevede un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e firmato dallo studio olandese Mvrdv insieme a Balance Architettura ed EP&S Group. L’obiettivo dichiarato è ripensare la Gam come piattaforma culturale accessibile e attraversabile capace di dialogare con lo spazio pubblico e con nuovi modi di fruire l’arte.
L’edificio, vincolato dal 2018 dal Ministero della Cultura, conserva una parte significativa del patrimonio museale nazionale e ospita oltre 50mila opere. Il progetto non si limita al semplice restauro: interviene su criticità impiantistiche e planimetriche, recupera la qualità originaria degli spazi e li aggiorna alle esigenze contemporanee di sicurezza, conservazione e fruizione.
La piazza civica e il rapporto con la città
Una delle trasformazioni più visibili sarà la creazione di una grande piazza civica che elimina il muro perimetrale esistente, aprendo il museo alla vita urbana. Questo spazio esterno, pensato per essere fruibile tutto l’anno, ospiterà iniziative all’aperto e integrerà le opere esposte nel giardino con un aumento delle aree verdi. La rimozione della barriera esterna vuole rendere la Gam un luogo permeabile, simile per funzione pubblica a quanto avvenuto in passato con altri grandi musei cittadini.
La diagonale di luce e gli accessi
Il progetto mantiene l’ingresso storico all’angolo tra corso Galileo Ferraris e via Magenta e introduce una nuova diagonale di luce un percorso pedonale che attraversa il complesso e stabilisce un collegamento diretto tra il centro cittadino e i quartieri limitrofi. Questa connessione è pensata per favorire il flusso di visitatori e per rendere la Gam parte integrante del percorso urbano quotidiano.
Spazi interni ripensati: deposito vivente e nuovi metri quadri espositivi
All’interno, la riqualificazione punta a restituire continuità visiva, valorizzando la luce naturale e il dialogo tra interno ed esterno. La scala monumentale sarà nuovamente protagonista del percorso di visita, mentre la distribuzione delle sale verrà riorganizzata per garantire maggiore flessibilità espositiva e funzionale. L’intervento prevede l’aumento degli spazi espositivi: si passerà da 4.306 m² a 6.934 m² con oltre 2.600 metri quadrati in più destinati a mostre e collezioni.
Una scelta innovativa riguarda il piano interrato: i depositi sotterranei, che custodiscono gran parte della collezione, saranno trasformati in un Deposito Vivente. Non più un luogo esclusivamente tecnico, ma uno spazio espositivo percepibile dall’esterno grazie a superfici trasparenti, che permette di rendere visibile il patrimonio conservato. Questo ribalta la tradizionale distinzione tra ciò che è mostrato al pubblico e ciò che resta nascosto.
Funzioni di servizio e produzione culturale
Al piano terra verranno affiancati spazi di accoglienza, aree didattiche e un nuovo spazio polifunzionale concepito come centro civico. L’area di ristorazione, con accesso indipendente, e l’auditorium autonomo con foyer flessibile ampliano le possibilità di fruizione quotidiana e la produzione culturale legata a performance e attività educative.
Tempistiche, sicurezza e sostenibilità
I lavori sono previsti a partire tra settembre e dicembre 2026. Sullo sviluppo del cantiere sono al vaglio due opzioni: esecuzione a lotti, che permetterebbe la continua apertura del museo ma prolungherebbe la durata dei lavori fino a 36-42 mesi, oppure un unico blocco con chiusura temporanea e tempi di realizzazione più rapidi. Questa decisione sarà concordata con la Città nei mesi successivi.
Il progetto affronta aspetti strutturali e impiantistici con interventi di adeguamento sismico miglioramento della sicurezza antincendio efficientamento energetico e controllo climatico per la conservazione delle opere. È prevista la richiesta del certificato LEED per elevare la qualità ambientale dell’edificio e orientare l’intervento verso i prossimi decenni nella logica della sostenibilità.
Il cantiere sarà accompagnato da un public program che durerà fino all’estate 2027, rendendo il processo di trasformazione un percorso pubblico e condiviso con la città. Tra i promotori e i portavoce del progetto, figure come Massimo Broccio della Fondazione Torino Musei e Maria Chiara Bertola della direzione Gam hanno sottolineato l’importanza di riattivare il museo sia come luogo di conservazione sia come spazio sociale aperto, mentre il sindaco Stefano Lo Russo ha ribadito l’investimento culturale come elemento strategico per la città.
Nel complesso, l’intervento sulla Gam mira a combinare rispetto per l’identità storica dell’edificio del secondo dopoguerra con soluzioni contemporanee per sicurezza, accessibilità e partecipazione pubblica, riconfigurando il museo come nodo attivo nella vita urbana di Torino.



