24 Maggio 2026 ☀ 30°

Recupero alle Maldive: ultime due vittime riaffiorate

Aggiornamento sul recupero alle Maldive: due corpi riaffiorati, rimpatri organizzati e accertamenti in corso

Recupero alle Maldive: ultime due vittime riaffiorate

La vicenda che ha coinvolto un gruppo di subacquei italiani nelle Maldive si è arricchita di un nuovo, doloroso capitolo con il recupero delle ultime due salme. Fonti della Farnesina hanno confermato che le operazioni di recupero hanno portato in superficie i corpi di Muriel Oddenino, giovane ricercatrice di Poirino impegnata in un progetto coordinato dalla professoressa Monica Montefalcone, e di Giorgia Sommacal, anch’essa coinvolta nell’immersione.

L’episodio è avvenuto durante un’ immersione scientifica nell’arcipelago, finalizzata a studi di biologia marina e monitoraggio degli ecosistemi sottomarini. Le ricerche hanno visto la collaborazione di team internazionali e delle autorità locali: squadre finlandesi specializzate, supporto tecnico dal Regno Unito e dall’Australia e il coordinamento della Forza di Difesa Nazionale delle Maldive, con l’assistenza di DAN Europe.

La sequenza delle operazioni e i recuperi già effettuati

Nei giorni precedenti erano già state recuperate le salme della professoressa Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri, entrambi partecipanti al progetto. In un altro episodio collegato, la salma di Gianluca Benedetti è stata organizzata per il rimpatrio con scalo a Istanbul e proseguimento verso Milano; il volo di partenza dalle Maldive era previsto alle 22:20 ora locale (19:20 italiane), secondo fonti dell’operatore aereo.

Le difficoltà tecniche delle operazioni

Le immersioni di recupero sono state definite tecnicamente complesse: il sito interessato è una grotta sottomarina, identificata come Dhekunu Kandu nell’atollo di Vaavu, con punti molto profondi e passaggi stretti. I soccorritori hanno adottato attrezzature specialistiche, tra cui scooter subacquei e serbatoi con sistemi di riciclo dell’aria, per sostenere immersioni che vengono limitate a circa tre ore ciascuna per motivi di sicurezza e autonomia.

Ritrovamento dei corpi e modalità operative

Secondo i team intervenuti, i corpi sono stati trovati nello stesso punto, in fondo a un tunnel del cosiddetto ‘secondo ambiente’ della cavità sommersa. I sommozzatori finlandesi hanno spiegato di poter recuperare due vittime per immersione, pianificando il recupero progressivo. Questa strategia tiene conto dei limiti di tempo in acqua, della necessità di decompressione e della complessità logistica di operare in una grotta sottomarina.

Risorse e coordinamento internazionale

Il supporto internazionale è stato determinante: oltre al team finlandese, le operazioni hanno beneficiato di attrezzature fornite dal Regno Unito e dall’Australia e della supervisione tecnica di DAN Europe, un’organizzazione che coordina interventi di emergenza e sicurezza subacquea. Le squadre hanno prima esplorato e mappato il sistema di cavità per valutare condizioni ambientali e rischi, quindi hanno programmato le fasi successive dell’intervento.

Questioni legali, autorizzazioni e reazioni delle famiglie

La dinamica dell’immersione e le autorizzazioni necessarie sono al centro delle indagini. Da un lato, la versione del tour operator e dei legali di parte sostiene che il permesso rilasciato riguardava l’attività scientifica e sarebbe spettato ai ricercatori, non alle guide; dall’altro, familiari e guide locali sollevano dubbi sul livello di preparazione e sulle condizioni operative. Il marito di Monica Montefalcone ha manifestato scetticismo rispetto ad alcune versioni riportate, chiedendo chiarezza sulle autorizzazioni.

Gli avvocati delle famiglie hanno sottolineato l’importanza di acquisire gli effetti personali e i dispositivi elettronici recuperabili, come il computer di Federico Gualtieri, per ricostruire responsabilità e fasi dell’immersione. Anche la morte di un militare maldiviano, avvenuta durante le ricerche, ha complicato un quadro già drammatico e ha alzato il livello di tensione nella comunità locale dei subacquei.

Prossime fasi e rimpatrio

Le autorità stanno ora coordinando le procedure di rimpatrio delle salme e gli accertamenti sull’incidente. Le famiglie sono in contatto con l’ambasciata italiana e con i legali per seguire le pratiche di trasporto e l’eventuale sequestro di materiali utili alle indagini. Sarà fondamentale il lavoro congiunto tra le autorità maldiviane, le forze internazionali intervenute e gli inquirenti italiani per chiarire ogni aspetto dell’accaduto.

In attesa di ulteriori sviluppi, resta alta l’attenzione sulle misure di sicurezza per le immersioni in ambienti ipercomplessi e sulla necessità di regolamentare con chiarezza permessi e responsabilità quando si svolgono attività di ricerca in acque profonde e cavità sottomarine.

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