Un incontro istituzionale ha riunito i vertici regionali e nazionali davanti all’imbocco del Tunnel del Monte Bianco e al forte di Bard per ribadire l’importanza dei collegamenti transfrontalieri. Alla visita hanno partecipato il presidente della Regione piemonte Alberto Cirio, il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la presidente della Società del Traforo Emily Rini.
I partecipanti hanno sfruttato il sopralluogo per mettere sul tavolo proposte concrete di cooperazione e per sottolineare il ruolo strategico delle grandi opere ferroviarie, come la Tav e il Terzo Valiconel collegare il Nord Ovest all’Europa. Nel corso degli interventi è stata citata l’esperienza del Colle di Tendadove l’apertura della galleria ha portato a un aumento delle presenze turistiche stimato del 47 per cento nella stagione invernale più recente, a dimostrazione di come le infrastrutture incidano sull’economia locale.
Posizioni ufficiali sul raddoppio del Monte Bianco
La Regione Piemonte ha espresso un chiaro sostegno al raddoppio del tunnel del Monte Bianco come misura per garantire un collegamento moderno e competitivo tra Italia e Francia. Il presidente Alberto Cirio ha rimarcato che “I collegamenti internazionali sono indispensabili per la crescita e il futuro del nostro territorio” e ha collegato questa affermazione ai benefici attesi per la competitività delle imprese, la sicurezza e l’efficienza dei trasporti.
Accanto a Cirio, il presidente Renzo Testolin ha confermato l’intenzione della Regione Valle d’Aosta di lavorare in sinergia con il Piemonte, mentre il ministro Antonio Tajani ha preso parte alla visita istituendo un momento di confronto tra livelli istituzionali. La presenza di Emily Rini ha richiamato l’attenzione sulla gestione operativa del traforo e sulle esigenze tecniche che accompagnano un progetto di raddoppio.
Proposta di un gruppo tecnico-finanziario per sbloccare criticità specifiche
Durante la riunione del Tavolo del Quirinale al forte di Bard è stata illustrata una proposta formale proveniente dalla Regione Piemonte: istituire un gruppo di lavoro tecnico-finanziario permanente con la partecipazione dei Ministeri competentidei gestori di rete RFI e SNCF e delle regioni frontaliere. L’obiettivo dichiarato è affrontare nodi concreti come lo sblocco dei 300 metri di linea a Modane e la gestione dell’impatto dei pedaggi sulla direttrice Cuneo-Ventimiglia.
Il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marroneha spiegato che solo mettendo intorno allo stesso tavolo tutte le competenze tecniche e finanziarie sarà possibile trovare soluzioni pragmatiche e non ideologiche. La proposta punta a un coordinamento operativo capace di tradurre accordi politici in interventi reali sul territorio, riducendo i tempi di attuazione e aumentando l’efficacia delle risposte per i cittadini e le imprese.
Focalizzazione su Modane e pedaggi
Tra i punti più concreti discussi c’è la questione dei 300 metri di linea a Modaneconsiderati un tassello necessario per la piena funzionalità dei collegamenti transfrontalieri su ferro. Parallelamente, è stato posto l’accento sulla necessità di governare l’effetto dei pedaggi lungo la Cuneo-Ventimigliatema che richiede un dialogo con i gestori e con i ministeri per evitare ricadute negative sulla mobilità e sui costi per le imprese.
Cooperazione interregionale e cabina di regia
La giornata ha rappresentato anche un momento per consolidare il rapporto operativo tra Regione Piemonte e Regione Valle d’Aosta. Le due regioni hanno già sottoscritto un protocollo istituendo una cabina di regia dedicata ai grandi progetti strategici e alla collaborazione interregionale, con l’intento di pianificare interventi coordinati su infrastrutture, trasporti e sviluppo territoriale.
Nel richiamo alla cooperazione transfrontaliera, gli esponenti regionali hanno voluto evidenziare come azioni integrate possano trasformare le promesse in risultati tangibili: dalla crescita del turismo all’aumento della competitività industriale. Il dialogo con i gestori di rete e con i Ministeri è stato indicato come la via per tradurre le ambizioni infrastrutturali in opere reali e funzionali per i territori coinvolti.
La discussione tenuta al forte di Bard e al Tunnel del Monte Bianco mette a fuoco esigenze tecniche e politiche precise e lascia aperta la strada a ulteriori confronti istituzionali, con l’obiettivo di accelerare i progetti e garantire collegamenti più sicuri ed efficienti tra il Nord Ovest italiano e la Francia.


