26 Settembre 2026 🌤 19°

Polizia ferma tre persone per l’omicidio e lo smembramento di Fabio Colapietro

Il drammatico ritrovamento di Fabio Colapietro ha portato alla cattura di tre sospetti: un 26enne, una 22enne e una professoressa di 47 anni, tutti coinvolti nella violenta vicenda.

HERO · Torino

Nel cuore di Torino, nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre 2026, le forze dell’ordine hanno perlustrato un appartamento situato in via Tommaso Gulli 46, a Borgo Vittoria. Lì hanno trovato il corpo di Fabio Colapietro 39 anni, originario di Settimo Torinese, smembrato e nascosto in sacchi neri e secchi riempiti di cemento a presa rapida. Il ritrovamento è avvenuto dopo che la madre del giovane di 26 anni, uno dei residenti dell’abitazione, ha chiamato il 112 riferendo che il figlio le aveva confessato di aver ucciso un uomo.

Scoperta del cadavere e modalità del delitto

Gli agenti della squadra mobile hanno constatato che il corpo era stato suddiviso in più parti: la testa era stata riposta in un contenitore, mentre gli arti venivano celati dentro secchi cementati, poi infilati in due sacchi neri. Alcuni oggetti, tra cui diversi coltelli, sono stati rinvenuti nella stessa stanza, suggerendo la possibile origine delle ferite mortali. Nel locale si percepiva inoltre un forte odore di cemento, segno che il smembramento era stato effettuato con l’ausilio di materiali rapidi e difficili da smontare.

Luogo del ritrovamento e condizioni del corpo

L’appartamento, al quarto piano di un edificio di tre piani, era stato sigillato dalle autorità per preservare le prove. Testimoni del palazzo avevano denunciato, nei giorni precedenti, un odore sgradevole proveniente dalle scale, ipotizzando che la morte potesse risalire a diversi giorni prima del ritrovamento. La presenza di un via-vai sospetto di persone diverse, tra cui una giovane trans brasiliana, aveva alimentato le ipotesi di utilizzo dell’abitazione come punto di incontro per attività illecite.

Arresti e ruoli degli indagati

Dopo pochi interrogatori, la Procura di Torino guidata dalla pm Lea Lamonaca ha posto sotto sequestro tre soggetti: un ragazzo di 26 anni, una donna di 22 anni e la professoressa di lettere Nicole Formichetti 47 anni, insegnante all’istituto D’Oria di Ciriè. Il giovane è stato formalmente accusato di omicidio e soppressione del cadavere avendo dichiarato fin dal primo contatto di aver ucciso un uomo. Le due donne, invece, risultano gravemente indiziate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo.

Il ragazzo di 26 anni: confessione e accusa

Il 26enne, residente a Mirafiori Sud, ha raccontato agli inquirenti che l’omicidio avveniva in altra abitazione, ma che, in preda al panico, ha poi spostato il corpo a via Gulli. La sua dichiarazione ha guidato gli agenti verso il luogo del delitto, dove è stato rinvenuto il corpo. Per il momento, rimane l’elemento centrale delle indagini, poiché la dinamica esatta del delitto non è ancora stata ricostruita.

La professoressa e la giovane di 22 anni: il ruolo nella copertura

Formichetti, che aveva iniziato l’anno accademico all’istituto D’Oria ma l’aveva interrotto per “motivi personali”, è stata trovata nella porta dell’appartamento al momento dell’irruzione. Le investigazioni indicano che avrebbe potuto fornire supporto logístico, consente ai compagni di nascondere i resti e facilitare la soppressione. La 22enne, la cui identità non è stata resa pubblica, è stata trattenuta per approfondire l’eventuale coinvolgimento nella rete di persone che frequentavano l’abitazione.

Profilo della vittima e ipotesi investigative

Fabio Colapietro, originario di Settimo Torinese, aveva affrontato in passato problemi legati alla droga, ma le autorità non hanno ancora escluso la possibilità che fosse ancora coinvolto in consumo di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti stanno valutando la possibilità che l’appartamento fosse utilizzato come punto di scambio o di incontro per consumatori, un elemento che potrebbe spiegare la presenza di più individui e la violenza estrema del delitto.

Le prime indagini hanno inoltre messo in luce una possibile connessione con una giovane trans brasiliana, vista più volte nei pressi dell’abitazione. Al momento, la Procura non ha ancora confermato alcun legame diretto con la vittima, ma la figura è stata inserita tra le persone monitorate per approfondire eventuali legami con il mercato della droga o con altre attività illecite.

Resta da chiarire dove e quando Fabio sia stato effettivamente ucciso e chi abbia praticato il smembramento del corpo. Le autorità hanno dichiarato che le indagini sono ancora in corso e che ulteriori arresti o approfondimenti potrebbero emergere nelle prossime settimane.

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