Pinerolo ha vissuto una giornata intensa e significativa il 8 giugno 2026, con l’inaugurazione delle Panchine Rosso Indelebile in Piazza Vittorio Veneto. Questo evento ha visto la partecipazione attiva di giovani, insegnanti, cittadine, cittadini e istituzioni, tutti uniti per un messaggio potente contro la violenza di genere.
Le panchine, realizzate dalle classi ASPF ENGIM e 3AP IIS Alberti Porro, sono il risultato di un percorso formativo dedicato alla prevenzione della violenza di genere e al contrasto degli stereotipi. Il progetto Svoltiamo Pagina 3.0promosso dal Centro Antiviolenza SvoltaDonna insieme ad Artemixia Aps, Mais Ong e Ortika Odv, ha coinvolto le studentesse e gli studenti in un viaggio di riflessione e attivazione.
Le Panchine Rosso Indelebile: simboli di consapevolezza e responsabilità
Le due panchine portano messaggi forti e significativi scelti direttamente dalle studentesse e dagli studenti: “l’indifferenza è una scelta” e “noi facciamo la differenza, rifiutiamo l’indifferenza”. Questi messaggi sintetizzano il lavoro svolto durante l’anno scolastico e la volontà di trasformare la consapevolezza in responsabilità concreta.
Nel corso dell’anno, le ragazze e i ragazzi hanno incontrato le storie raccolte dall’artivista viandante Rosalba Castelli durante il progetto Orme d’ombra. Questo cammino artistico, civile e relazionale ha portato Rosalba Castelli ad attraversare la Sardegna per cento giorni nel 2026, incontrando scuole, comunità e familiari di vittime di femminicidio e violenza maschile.
La storia di Mirko Farci: un esempio di coraggio e sacrificio
Tra le storie che hanno maggiormente coinvolto le classi, spicca quella di Mirko Farcirecentemente insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile. Mirko è stato ucciso nel tentativo di difendere la madre dalla violenza dell’ex compagno. La sua storia è diventata un simbolo di coraggio e sacrificio, alimentando una riflessione collettiva sul significato della responsabilità individuale e del prendere posizione di fronte alla violenza.
Il sit-in “Senza consenso è stupro”: una voce contro le criticità del DDL Bongiorno
Al termine dell’inaugurazione, un corteo ha raggiunto il Municipio di Pinerolo per un sit-in promosso nell’ambito di Orme d’ombra. Il momento è stato animato dalla classe 3AS dell’IIS Alberti Porro insieme all’avvocata Silvia Lorenzino. Le studentesse e gli studenti hanno alternato momenti di lettura e interventi corali, dando voce pubblicamente alle parole della mobilitazione:
“Senza consenso è stupro.”
“Ci diranno ancora una volta che non abbiamo detto no.”
“Ci diranno ancora una volta che non abbiamo urlato abbastanza.”
“Il consenso può essere solo libero, esplicito, attuale.”
Attraverso la performance pubblica, le ragazze e i ragazzi hanno riaffermato il principio secondo cui il consenso non si interpreta, non si negozia e non può essere valutato sulla base delle circostanze, riportando al centro il diritto di ogni persona all’autodeterminazione.
La consegna dei nastri: un gesto di memoria pubblica
La giornata è proseguita con la consegna al comune dei nastri di Orme d’ombra dedicati a Battistina Russo52 anni, uccisa dal marito il 28 marzo 2017, e a Rubina Kausar45 anni, uccisa dal figlio il 9 marzo 2026. I nastri, realizzati nell’ambito del cammino Orme d’ombra e custoditi nello zaino della viandante tornata solo ieri dalla Sardegna, sono stati affidati alla comunità pinerolese come gesto di memoria pubblica e di responsabilità collettiva.
Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco della Città di Pinerolo Luca Salvail’Assessora alle Pari Opportunità Lia Biancole rappresentanti del Centro Antiviolenza SvoltaDonna, dirigenti scolastici, docenti, famiglie e numerose cittadine e cittadini.
Le voci dei protagonisti: testimonianze di impegno e responsabilità
Le studentesse e gli studenti hanno condiviso le loro esperienze e riflessioni durante il percorso. Gabriele, della classe ASPF Engim, ha espresso la speranza di far arrivare il messaggio a più persone possibile: “Speriamo di riuscire a far arrivare questo messaggio a più persone possibile: alle persone più giovani, ai genitori, alle donne, ai bambini e alle bambine, e a chiunque stia cercando di liberarsi dalla violenza.”
Ester e Martina, della classe 3AS IIS Porro, hanno sottolineato l’importanza del percorso: “Per noi è stato importante fare questo percorso: ci ha fattɜ sentire onoratɜ di essere statɜ sceltɜ come classe e ci ha permesso di capire, imparare e portare con noi ciò che abbiamo appreso. Crediamo che questi temi debbano essere affrontati nelle scuole fin dall’infanzia, perché è triste che siano ancora considerati un tabù. Parlare di rispetto, consenso e consapevolezza è fondamentale per la crescita personale di ogni persona.”
L’Assessora alle Pari Opportunità Lia Bianco ha sottolineato l’importanza della memoria: “Fare memoria di Battistina Russo e Rubina Kausar è prezioso perché nasce da un percorso di coscienza collettiva. Le loro storie sono spesso avvolte dal silenzio del dolore, ma i nastri che oggi abbiamo accolto, accompagnati dal coro delle nostre voci, restituiscono loro una presenza pubblica.”
L’avvocata Silvia Lorenzino ha evidenziato il protagonismo delle studentesse e degli studenti: “L’8 giugno a Pinerolo si è realizzato un esempio di consapevolezza collettiva di cosa significhi attivarsi contro la violenza nei confronti delle donne.”
Rosalba Castelli ha condiviso la sua esperienza e il significato del progetto: “Le panchine che inaugurano e le parole che hanno pronunciato insieme ci ricordano che l’indifferenza non è neutralità: è una scelta. E loro hanno scelto da che parte stare.”
L’iniziativa si inserisce nel progetto Svoltiamo Pagina 3.0, promosso dal Centro Antiviolenza SvoltaDonna insieme ad Artemixia APS, in collaborazione con MAIS ONG e Ortika ODV, con il sostegno di Regione Piemonte e il patrocinio della Città Metropolitana di Torino e dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Città di Pinerolo.
La giornata si collega inoltre al percorso nazionale di Orme d’ombra, progetto ideato e camminato da Rosalba Castelli per Artemixia APS, che attraverso cammini, scuole, comunità e azioni pubbliche continua a costruire una geografia civile della memoria delle vittime di violenza maschile e femminicidio.



