Nel cuore del Nord Italia, un’indagine durata più di un anno ha portato alla luce una struttura criminale capace di sottrarre tir, semirimorchii e container di valore. L’operazione, coordinata dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Alessandria, ha coinvolto le province di Milano, Varese, Lodi, Napoli e Pavia, culminando in tre arresti e cinque denunce il 2 ottobre 2026.
Lancio dell’indagine: il furto di un semirimorchio a Alessandria
L’inchiesta è partita dal furto di un semirimorchio e di un container colmi di pelli da lavorazione industriale, del valore di circa 100.000 euro, sottratti da un’area di servizio al limitare di Alessandria. Questo episodio ha spinto la Procura della Repubblica di Alessandria a richiedere il G.I.P. del Tribunale di Alessandria un provvedimento di custodia cautelare, avviando una pressione coordinata con i carabinieri delle province coinvolte.
Tracciamento della rete criminale
Le indagini hanno rivelato che la banda, soprannominata “banda dei TIR” operava con una logica ben definita: impiegava veicoli rubati, a loro volta dotati di targhe contraffatte o alterate per agganciare rimorchi parcheggiati e carichi di merci. La refurtiva veniva poi instradata verso la Campania, dove veniva inserita nel mercato illegale, generando un danno patrimoniale stimato in oltre 600.000 euro.
Modalità operative della banda
Il modus operandi prevedeva l’uso di motrici stradali sottratte a precedenti furti; queste venivano equipaggiate con targhe false per sfuggire ai controlli delle autorità. Una volta raggiunti i semirimorchii o i container in sosta, i criminali li agganciavano e li trasportavano verso punti di raccolta nella zona di Napoli, da dove la merce veniva smistata a ulteriori destinatari.
Strumenti e prove sequestrate
Durante l’operazione le forze dell’ordine hanno anche sequestrato attrezzi da scasso, uno scanner multifrequenza una microcamera a sonda e circa 10.000 euro in contanti, elementi che hanno confermato la natura organizzata e premeditata dei reati di furtoricettazione e riciclaggio commessi dal gruppo.
Esiti dell’azione: arresti, denunce e procedimenti
Otto persone sono state messe sotto indagine per i reati di furto, ricettazione e riciclaggio in concorso. Due di esse sono state rinchiuse in carcere, una è stata posta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico mentre gli altri cinque sono stati denunciati. Due degli arrestati sono stati condotti alle case circondariali di Busto Arsizio e Milano San Vittore; il terzo, localizzato in Romania, è stato posto agli arresti domiciliari al suo rientro in Italia.
Con questa operazione, la Polizia dei Carabinieri ha dimostrato la capacità di coordinare indagini su larga scala, bloccare un flusso di merci illecite e smantellare una rete criminale che minacciava l’economia del Nord e del Sud Italia.



