Nel cuore della periferia nord torinese, nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre, è stato scoperto un corpo frantumato in un appartamento di via Tommaso Gulli. La vicenda ha portato alla fermata di tre persone e all’avvio di una procedura giudiziaria che culminerà con l’udienza di convalida prevista entro 48 ore dal GIP del Tribunale di Torino.
La scoperta è stata segnalata dalla madre di Christian Matheus De Oliveira Morando 26 anni, originario di Chivasso. La donna ha chiamato il 112 dichiarando che il figlio aveva ferito gravemente una persona, scatenando l’intervento della Squadra Mobile della Questura di Torino. Gli agenti, sul posto, hanno trovato parti del corpo in sacchi neri e altre incastonate in secchi avvolti da cemento a presa rapida, creando subito una scena di estrema delicatezza per gli inquirenti.
Scoperta del corpo e prime ricostruzioni
Le indagini iniziali hanno permesso di identificare la vittima come Fabio Colapietro 39 anni, nato a Chivasso e residente a Settimo Torinese. Il modus operandi dei responsabili ha lasciato il corpo diviso in più contenitori, un elemento che gli investigatori stanno analizzando per ricostruire non solo il momento dell’omicidio, ma soprattutto le fasi successive di occultamento dei resti.
Modalità di occultamento dei resti
Le autorità hanno rilevato che alcune parti del cadavere erano state inserite in sacchi neri, mentre altre erano nascoste in secchi rivestiti da uno strato di cemento a presa rapida. Questo tipo di procedimento suggerisce una volontà di rendere difficile ogni possibile identificazione e di ostacolare la ricostruzione dei fatti da parte della polizia.
I fermati e le imputazioni
Il principale indiziato è Christian Matheus De Oliveira Morando a cui sono contestati i reati di omicidio e soppressione del cadavere. Accanto a lui, sono state poste a fermo due donne: Nicole Formichetti 47 anni, docente di italiano all’Istituto Tommaso D’Oria di Ciriè e inquilina dell’appartamento; e Keith Butig 22 anni, torinese. A entrambe sono attribuiti i reati di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.
Le dichiarazioni iniziali di Morando
Nel corso dei primi interrogatori, il 26enne ha riferito di una colluttazione legata a una presunta rapina o furto. Questa versione è stata accolta con cautela dalla Procura, che sta confrontando la testimonianza con le prove materiale raccolte sul luogo.
Il passo giudiziario: l’udienza di convalida
Il Pubblico Ministero ha richiesto la convalida delle misure cautelari disposte nei confronti dei tre fermati. Il GIP del Tribunale di Torino deve fissare l’udienza entro 48 ore dalla presentazione della richiesta, come previsto dalla normativa. Durante la fase di convalida, il giudice valuterà la sussistenza dei presupposti per confermare le misure di custodia cautelare ed eventualmente disporne di nuove.
Nel frattempo, gli investigatori continuano a raccogliere elementi utili a chiarire il rapporto tra Fabio Colapietro e gli indagati, le attività svolte nella casa di via Gulli nelle ore precedenti l’omicidio e le eventuali tracce digitali o video che possano contribuire alla ricostruzione della cronologia dei fatti.


