Nelle ore dell’alba del 7 giugno 2026, in strada Mongina a Moncalieridue persone hanno preso di mira tre autovetture parcheggiate. Dai veicoli sono stati sottratti principalmente denaro contanteun paio di occhiali da sole e un profumo. L’arrivo delle forze dell’ordine è stato possibile grazie alla segnalazione di un cittadino che ha notato movimenti sospetti tra le auto.
All’arrivo degli agenti uno dei due soggetti era già riuscito a far perdere le proprie tracce, mentre l’altro è stato bloccato sul posto e condotto in stato di arresto. L’uomo fermato è un 53enne, attualmente senza fissa dimora e con precedenti penali. Per questi motivi il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere in attesa dei prossimi passaggi processuali.
Modalità dei furti e oggetti portati via
Le tre auto prese di mira erano posteggiate in strada Mongina e, secondo gli accertamenti iniziali, i malviventi hanno infranto i vetri per raggiungere l’interno. Tra gli oggetti asportati figurano contantiun paio di occhiali da sole e una boccetta di profumo. L’azione è stata segnalata da un residente che ha visto due persone aggirarsi tra le vetture; la chiamata alle forze dell’ordine ha consentito un intervento tempestivo, anche se non ha evitato la fuga di uno dei sospettati.
Intervento dei residenti e reazione delle forze dell’ordine
Il tempestivo allarme del cittadino ha rappresentato un elemento chiave per l’indagine: grazie alla descrizione e alla posizione indicata, gli agenti hanno individuato e bloccato uno dei due individui. Il soccorso della popolazione è un elemento operativo spesso decisivo nelle attività di contrasto ai reati predatori, consentendo di ridurre il tempo di azione dei malviventi e aumentare le possibilità di identificazione.
Udienza di convalida e dichiarazioni dell’arrestato
Nel corso dell’udienza di convalida, tenutasi l’8 giugno 2026, il 53enne ha respinto l’accusa di essere il responsabile dei furti. Secondo la sua versione, si sarebbe trovato in zona per cercare del cibo nei cassonetti e si sarebbe fermato dopo aver visto il giovane che era con lui danneggiare i finestrini delle auto. L’indagato ha affermato di conoscere di vista il complice ma di non esserne a conoscenza del nome, sostenendo inoltre che, se il compagno di quella notte avesse trovato qualcosa, sperava che la refurtiva sarebbe stata divisa.
Nonostante la versione difensiva, il giudice ha ritenuto necessari gli arresti domiciliari non adeguati e ha disposto la custodia cautelare in carcereconsiderati i precedenti penali e la condizione di senza fissa dimora. L’uomo è assistito dall’avvocato Angelo Ginesi e resta in attesa della prossima udienza, fissata per il mese di luglio.
Profili processuali e precauzioni
La disposizione penale della custodia cautelare è stata motivata dalla presenza di precedenti a carico dell’indagato e dalla valutazione del rischio di reiterazione del reato o di incertezza processuale. In fase di convalida il giudice valuta elementi come la gravità del fatto, la personalità dell’indagato e il pericolo per l’ordine pubblico, tenendo conto anche delle dichiarazioni del difensore e delle risultanze investigative raccolte dalla polizia.
Il complice fuggito e gli sviluppi dell’indagine
Il secondo soggetto che ha preso parte ai colpi è riuscito a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso finora, si tratterebbe di un uomo di origini marocchine, ma le indagini sono in corso per confermare l’identità e raccogliere elementi utili alla sua individuazione. Gli investigatori stanno esaminando le immagini disponibili e ascoltando eventuali testimoni della zona per ricostruire i movimenti dei sospetti nella notte.
La ricerca del complice è ora uno degli obiettivi principali degli inquirenti: il rintraccio potrebbe chiarire il ruolo esatto di ciascuno nella dinamica dei furti e fornire elementi utili al procedimento penale. Parallelamente si procede con l’inventario della refurtiva recuperata e con gli accertamenti tecnici sui veicoli danneggiati.
La vicenda conferma come la collaborazione tra residenti e forze dell’ordine possa essere determinante per interrompere episodi di microcriminalità: un avviso tempestivo ha permesso l’arresto di un sospetto e ha dato avvio a una serie di accertamenti che proseguiranno nelle prossime settimane.



