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Il Museum Clas di Rodallo si arricchisce con una poesia vincitrice del concorso Amilcare Solferini

A Rodallo, frazione di Caluso, una nuova stele poetica porta il mare africano tra le vie del paese, trasformando lo spazio urbano in un luogo di memoria e riflessione.

Il Museum Clas di Rodallo si arricchisce con una poesia vincitrice del concorso Amilcare Solferini

In un angolo tranquillo di Rodallo, frazione di Caluso, il mare africano ha trovato una nuova voce. Non è un mare di onde e sabbia, ma di parole, di storie e di emozioni. La nuova stele poetica del Museum Clas il museo a cielo aperto, porta con sé la poesia “Quel mare africano” di Pascale Fabio Salvatore, vincitrice dell’edizione 2026 del Concorso Letterario Internazionale Amilcare Solferini.

Un mare di parole tra le vie di Rodallo

La stele, realizzata da Francesca Formia e Alessandro Actis Grosso, è un’opera che unisce grafica e poesia. Le linee leggere e quasi sospese richiamano il movimento dell’acqua e delle onde, creando un contrasto con il testo profondo e toccante che racconta il viaggio, la sofferenza, la perdita e il sogno di una vita migliore affidato al mare. Questo tema, purtroppo ancora di drammatica attualità, trova nella poesia di Salvatore una voce capace di arrivare dritta al cuore.

La poesia come memoria

Il mare evocato nella poesia non è solo un elemento geografico, ma diventa un confine, una speranza, una paura e un destino. A Rodallo, quel mare assume una funzione di memoria, trasformando un angolo del borgo in un luogo di riflessione. Il Museum Clas continua così a trasformare muri, vie e angoli del paese in luoghi dove la poesia può essere incontrata quasi per caso, proprio quando meno ce lo aspettiamo.

La filosofia del Museum Clas

Il progetto si inserisce nella filosofia che accompagna da tempo il Museum Clas: portare l’arte e la letteratura fuori dagli spazi tradizionali, facendole entrare nella quotidianità di chi vive o attraversa il paese. Non serve entrare in una sala espositiva: basta camminare lungo una via e imbattersi in una parete, una stele, una parola capace di interrompere per qualche istante il ritmo della giornata.

La nuova installazione è stata resa possibile anche grazie alla disponibilità di Luciano Actis Grande e Graziella Ottino, insieme alla loro famiglia, che hanno accolto e sostenuto il progetto sul posto. È proprio questa dimensione diffusa a dare senso all’idea di “Inciampare nella Cultura” incontrare un’opera quasi per caso, senza averla cercata, e trovarsi davanti a un testo capace di attirare l’attenzione e aprire una riflessione.

Con “Quel mare africano” il percorso di Rodallo aggiunge quindi un nuovo tassello a un museo che non vive dentro un edificio ma si allarga progressivamente nel tessuto del paese. Il riconoscimento ottenuto dalla poesia nell’edizione 2026 del Concorso Letterario Internazionale Amilcare Solferini trova ora una nuova forma pubblica e permanente. Da testo premiato diventa presenza nello spazio urbano, affidata a una stele pensata per restare e per essere letta da chiunque passi.

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