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Giardini storici del Piemonte: il restauro con i fondi del Pnrr

La Regione Piemonte ha avviato un ambizioso progetto per restaurare e valorizzare i suoi giardini storici grazie ai fondi del Pnrr. Un viaggio tra natura, storia e innovazione.

Giardini storici del Piemonte: il restauro con i fondi del Pnrr

La Regione Piemonte ha avviato un progetto ambizioso per la salvaguardia e la valorizzazione dei suoi giardini storici finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questo iniziativa non solo preserva un patrimonio verde di inestimabile valore, ma crea anche nuove opportunità di lavoro e formazione.

Il progetto, che ha un valore complessivo di 721 mila euro si concentra sulla mappatura scientifica e sulla formazione professionale di nuovi giardinieri d’arte. Un investimento che unisce tradizione e innovazione, offrendo un futuro sostenibile per il patrimonio culturale e paesaggistico della regione.

La mappatura dei giardini storici

Uno degli aspetti più significativi del progetto è la mappatura scientifica di 400 parchi e giardini storici del Piemonte. Questo lavoro, finanziato con 120 mila euro ha permesso di creare schede georeferenziate in collaborazione con esperti universitari. Tra i siti di rilievo coinvolti ci sono l’Abbazia di Vezzolano – Giardino del Chiostro ad Albugnano (AT) il Castello di Miasino (ex Villa Solaroli) a Miasino (NO) le Cascine e le Serre del Castello di Racconigi (CN) il Giardino di Villa della Regina a Torino il Giardino del Sacro Monte di Varallo (VC) il Giardino di Villa Schneider a Biella il Parco del Castello di Marengo ad Alessandria e Villa San Remigio a Verbania (VB).

Questa mappatura rappresenta una base fondamentale per la programmazione turistica e culturale futura, permettendo di valorizzare in modo sistematico un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale.

Formazione e professionalità

Accanto alla mappatura scientifica, il progetto ha dato un impulso decisivo alla qualificazione del capitale umano. Grazie a un investimento di oltre 600 mila euro derivante dalle risorse europee, sono stati attivati 8 percorsi formativi accreditati che hanno permesso a 111 nuovi giardinieri d’arte di acquisire competenze specialistiche e un titolo riconosciuto.

Gli allievi, affiancati sul campo da maestri d’arte e tecnici esperti hanno alternato lezioni teoriche a centinaia di ore di tirocinio pratico, lavorando nelle più prestigiose dimore storiche del territorio. Questo approccio pratico e teorico garantisce che i nuovi professionisti siano pronti ad affrontare le sfide della conservazione e valorizzazione dei giardini storici.

Le testimonianze dei protagonisti

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alla Formazione, Daniela Cameroni hanno sottolineato l’importanza del progetto: «Valorizzare la professione dei giardinieri d’arte significa investire nella tutela di un patrimonio unico, trasformandolo in opportunità di sviluppo, occupazione qualificata e competenze altamente specialistiche».

Hanno aggiunto: «Le Residenze Reali e, più in generale, il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Piemonte rappresentano uno straordinario fattore di attrazione turistica, capace di generare valore, occupazione e ricadute economiche lungo un’intera filiera della quale i giardinieri d’arte sono protagonisti».

Il racconto visivo del progetto

Per mostrare concretamente la trasformazione del territorio piemontese grazie ai principali progetti del Pnrr, la Regione Piemonte ha lanciato il progetto «Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione». Questo viaggio visivo, disponibile sul canale multimediale istituzionale, porta dietro le quinte del restauro verde, offrendo una prospettiva che svela i gesti concreti a tutela del patrimonio verde piemontese.

Le immagini e i video pubblicati mostrano il lavoro svolto tra rilievi tecnici e momenti di apprendimento quotidiano, dando risalto al talento delle persone e al costante impegno dedicato a custodire le ricchezze culturali del Piemonte.

«La scelta del linguaggio visivo ci consente di mostrare alla cittadinanza le azioni concrete delle istituzioni, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro svolto», hanno concluso Cirio e Cameroni.

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