24 Maggio 2026 ☀ 30°

Festival Mus-e a Torino: bambini, laboratori e uno spettacolo che unisce la comunità

Il Mus-e Festival porta l'arte dei bambini tra le vie della Barriera di Milano per promuovere crescita, espressione e partecipazione della comunità

Festival Mus-e a Torino: bambini, laboratori e uno spettacolo che unisce la comunità

Il Mus-e Festival debutta il 22 maggio a Piazza Foroni, nel cuore della Barriera di Milano a Torino. Nato come progetto che usa l’arte come linguaggio universale, l’evento vuole mettere in scena percorsi creativi pensati per i bambini e per le scuole, per favorire empatia, pensiero critico e relazioni positive tra pari. Dietro l’iniziativa c’è la Fondazione Mus-e, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, che ha scelto Torino come città ospitante per il radicato impegno nelle scuole dell’infanzia e primarie.

Il festival apre idealmente lo spazio urbano alle nuove generazioni e alla cittadinanza con proposte rivolte a famiglie e residenti: una sfilata, laboratori e uno spettacolo teatrale che unisce professionisti e classi scolastiche. L’intento è chiaro: fare dell’educazione artistica un ponte tra luoghi formali e pubblici, facendo emergere la bellezza e la capacità espressiva dei bambini anche in contesti urbani complessi.

Un’apertura in strada che parla di comunità

La prima giornata sarà animata da una parata composta da circa 200 bambini appartenenti a 9 classi delle scuole Gabelli e Pestalozzi: un corteo che attraverserà le vie del quartiere trasformandole in un palcoscenico a cielo aperto. L’azione simbolica punta a riqualificare la percezione degli spazi comuni, favorendo il senso di appartenenza e la partecipazione attiva. Attraverso costumi, colori e semplici coreografie, i più piccoli restituiranno alla città una narrazione positiva del loro quartiere, mostrando come la creatività possa essere uno strumento di rigenerazione sociale.

Il corteo e il rapporto con il territorio

Il passaggio del corteo non è solo spettacolo: rappresenta un atto di riappropriazione dello spazio urbano da parte di chi lo vive quotidianamente. In un’area che conosce fragilità sociali, l’evento vuol stimolare dialogo tra residenti, istituzioni e scuole, offrendo un’occasione per osservare il quartiere con uno sguardo diverso. Gli organizzatori hanno pensato il percorso affinché fosse accessibile e inclusivo, valorizzando la presenza delle famiglie e dei volontari locali impegnati nell’accoglienza e nella sicurezza degli spazi.

Laboratori, palco e “Odissea contemporanea”

Il programma prosegue con una giornata di laboratori aperti al pubblico: danza, arti visive, musica e teatro coinvolgeranno i bambini in attività pratiche guidate da artisti ed educatori. L’intenzione è offrire momenti in cui la pratica artistica diventi strumento pedagogico per esplorare emozioni, collaborare e sperimentare linguaggi diversi. Il culmine sarà lo spettacolo “Odissea contemporanea”, ispirato al viaggio di Ulisse e diretto da Paola Chiama e Angelo Di Vito, che già registra il tutto esaurito: una produzione che mette in dialogo teatro professionale e azione educativa.

Le classi in scena e gli artisti coinvolti

Sul palco saliranno cinque classi provenienti dalle scuole primarie Muratori, Fontana, Perotti, Da Feltre e Gabelli, insieme a numerosi altri artisti e collaboratori. Questa contaminazione tra realtà scolastiche e professionisti dello spettacolo è pensata per creare un’esperienza condivisa in cui i bambini non sono spettatori passivi ma protagonisti attivi di un percorso creativo. L’approccio valorizza il concetto di apprendimento performativo, dove il fare diventa occasione di crescita personale e collettiva.

Arte, crescita e inclusione: l’obiettivo del festival

Gli organizzatori sottolineano che il festival nasce per portare le esperienze artistiche fuori dalle aule e mostrarle a un pubblico più ampio: un modo per rendere visibile il lavoro che ogni anno coinvolge i bambini in percorsi educativi finalizzati a scoprire la bellezza, promuovere l’espressione libera, sostenere la crescita e favorire l’inclusione. Anche nei contesti più fragili, la pratica artistica può diventare una leva per costruire relazioni, abbattere pregiudizi e dare voce a immaginari nuovi. Il Mus-e Festival si presenta così come un esperimento civico e culturale che mette al centro il potenziale trasformativo dell’arte.

Per la città di Torino e per le realtà coinvolte, l’evento rappresenta un’occasione per consolidare rapporti tra scuole, istituzioni e fondazioni e per testimoniare i risultati di azioni condivise. La speranza degli organizzatori è che iniziative di questo tipo possano moltiplicarsi, offrendo ai bambini e alle comunità spazi di espressione e partecipazione che durino anche oltre il giorno del festival.

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