Nella cornice della Festa dei Vicini, Torino ha dedicato una giornata alla Festa dei Nuovi Cittadini, un appuntamento pensato per riconoscere chi ha scelto di fare di questa città la propria casa. La mattinata si è aperta con un momento solenne in via Po, dove dieci persone in attesa del conferimento della cittadinanza hanno pronunciato il proprio impegno in pubblico alla presenza del sindaco. L’iniziativa è stata concepita come un segnale di inclusione e partecipazione, capace di mettere in luce le tante storie che arricchiscono il tessuto urbano.
La festa ha anche offerto uno sguardo sulle politiche culturali e sociali locali, collegandosi al percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Nel corso della giornata sono emersi numeri concreti: nei primi mesi dell’anno sono state 830 le persone che hanno prestato giuramento, mentre le cittadinanze riconosciute nel 2026 sono state 3.243. Queste cifre sottolineano il ruolo crescente della città come luogo di integrazione e convivenza.
La cerimonia in via Po e il significato pubblico
La scelta di via Po come luogo simbolico non è casuale: la strada è stata animata per l’occasione con esibizioni, laboratori e momenti istituzionali. Sul palco del tram-teatro predisposto davanti alla Chiesa di San Francesco da Paola, le persone in attesa della cittadinanza hanno pronunciato il giuramento accompagnate dalla Banda della Polizia Locale e dagli interventi delle autorità. Il sindaco ha voluto così ringraziare chi, lasciando il proprio paese, ha deciso di radicarsi a Torino e contribuire alla vita collettiva, valorizzando il concetto di cittadinanza attiva come pratica quotidiana.
Le comunità rappresentate
All’evento hanno preso parte, in rappresentanza delle principali comunità presenti in città, persone provenienti da: Egitto, Filippine, Gabon, Albania, Ecuador, Rom, Nigeria, India, Afghanistan e Perù. Questa pluralità è stata sottolineata come elemento di ricchezza: ogni nucleo culturale ha portato racconti, tradizioni e proposte che contribuiscono a rendere Torino una città più vivace. Il momento del giuramento ha avuto anche una valenza simbolica per le famiglie e per i giovani presenti, testimoni di nuovi percorsi di integrazione.
Programma culturale e coinvolgimento della comunità
La festa non si è limitata alla cerimonia istituzionale: per tutta la giornata via Po è stata chiusa al traffico e trasformata in un palcoscenico a cielo aperto. Si sono susseguite le performance del CUS Torino, gli spettacoli di danza legati a “Aspettando BallaTorino”, i concerti dell’Ensemble di Musica da Camera dell’Arsenale della Pace e i laboratori dell’Accademia Albertina e del CentroScienza. Sono stati inoltre aperti il cortile del Rettorato, il Bibliobus delle Biblioteche civiche e un tram storico con visite guidate: iniziative pensate per favorire la partecipazione intergenerazionale e la conoscenza reciproca.
Ruolo delle associazioni e delle istituzioni
All’evento hanno portato il proprio saluto rappresentanti del mondo economico e associativo, tra cui Ascom (con la vicedirettrice Federica Fiore), Confesercenti (con il presidente Vincenzo Nettis) e l’Associazione Commercianti di via Po. Erano presenti anche i rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze e la direzione della candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Questi interventi hanno ribadito il valore della collaborazione tra istituzioni, commercianti e associazioni nella costruzione di momenti collettivi.
Il Centro Interculturale: tre decenni di attività
Nel pomeriggio le celebrazioni si sono spostate in corso Taranto 160 per ricordare i 30 anni di attività del Centro Interculturale, sostenuto dal 2013 da Intesa Sanpaolo. Il centro è stato descritto come uno spazio di dialogo, formazione e partecipazione, un punto di riferimento per temi come interculturalità, inclusione e convivenza. Alla cerimonia di compleanno hanno partecipato bambini e adolescenti dei progetti giovanili, associazioni del territorio e personalità istituzionali impegnate sul fronte dell’integrazione.
Interventi di riqualificazione e caratteristiche tecniche
Il progetto di riqualificazione ha riguardato il cortile del Centro e si è concretizzato grazie a fondi PNRR nell’ambito del Piano Integrato Urbano (PIÙ). Su una superficie di 2.700 metri quadrati l’asfalto è stato rimosso per fare spazio a nuove pavimentazioni drenanti e a una area verde attrezzata per attività e momenti di relax. Sono stati predisposti un impianto di illuminazione rinnovato, sistemi per la raccolta delle acque meteoriche, una fontana nell’area dedicata all’orticoltura con 20 cassoni in legno per le coltivazioni, nuove essenze arboree e arredi inclusivi. È stata infine migliorata l’accessibilità con un ingresso pedonale dedicato da via Corelli.
La giornata ha così intrecciato rituali civici, festa e innovazione urbana: un esempio di come la valorizzazione degli spazi e la promozione della partecipazione culturale possano sostenere percorsi di integrazione. Le iniziative hanno ricordato che la cittadinanza non è solo un riconoscimento formale, ma un processo che si costruisce quotidianamente attraverso luoghi, pratiche e relazioni condivise.