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Ernesto Olivero riceve il Premio Camillo Cavour nella 20ª edizione

Ernesto Olivero riceve il Premio Camillo Cavour a Santena, celebrando il suo impegno solidale e la visione di pace.

Ernesto Olivero riceve il Premio Camillo Cavour nella 20ª edizione

Il Premio Camillo Cavour ha celebrato la sua ventesima edizione domenica 20 settembre al Polo Cavouriano di Santena. L’onorificenza è stata conferita a Ernesto Olivero fondatore del Sermig e promotore dell’Arsenale della Pace. L’evento, aperto al pubblico e gratuito, ha richiamato numerosi esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile e una folta partecipazione di giovani, tutti testimoni di un legame storico tra la visione di Camillo Cavour e le azioni concrete di Olivero.

Il Premio Camillo Cavour 2026: dati, luogo e protagonisti

Si tratta della ventesima edizione del riconoscimento, istituito dalla Fondazione Cavour in collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione Cavour. La cerimonia si è svolta nel Castello Cavour di Santena alle ore 15:30, con ingresso libero previa prenotazione al numero 011.597373. L’onorato, Ernesto Olivero è stato scelto per più di sessant’anni di impegno contro la fame, per la promozione della solidarietà e per la capacità di coinvolgere intere generazioni di giovani in reti di dialogo e pace.

Il premio richiama la tradizione dei “santi sociali” piemontesi, figure che nel XIX secolo hanno tradotto l’ideale dell’Unità d’Italia in azioni pratiche a beneficio dei più deboli. Olivero, con il Sermig (fondato nel 1964) e la trasformazione dell’ex arsenale militare in Arsenale della Pace incarna perfettamente quel profilo: visionario capace di vedere ciò che ancora non esisteva e di realizzarlo.

Le testimonianze dei protagonisti istituzionali

Marco Boglione presidente della Fondazione Cavour, ha ricordato il suo primo incontro con Olivero nel 1996, definendolo “un grande imprenditore del terzo settore”. Boglione ha sottolineato come il silenzio sia un linguaggio potente e ha evidenziato il ruolo del Polo Cavouriano nel far conoscere il valore dell’Unità d’Italia ai giovani.

Gino Anchisi presidente dell’Associazione Amici della Fondazione Cavour, ha rimarcato la tradizione dei “santi sociali” torinesi, mentre Anna Maria Poggi presidente della Fondazione CRT, ha evidenziato che Torino è stata prima dell’unificazione un laboratorio di solidarietà e educazione. Il sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero ha lodato la capacità di Olivero di perseguire i sogni con l’aiuto degli altri, e Claudia Porchietto sottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte, ha descritto l’Arsenale della Pace come un “punto di raccordo” capace di unire realtà diverse e di insegnare la responsabilità collettiva.

Il prefetto Donato Cafagna ha definito il Polo Cavouriano un “santuario dell’Unità d’Italia”, sottolineando la continuità tra il sogno politico di Cavour e l’impegno sociale di Olivero.

Il discorso silenzioso di Ernesto Olivero e il significato del suo gesto

Quando è stato chiamato sul palco, Olivero ha pronunciato una frase memorabile: “Più vado avanti nella vita, più dentro il mio cuore il silenzio è il miglior linguaggio”. Ha aggiunto: “Chi è capace a far silenzio non ha paura; chi dà spazio al silenzio è già oltre”. Dopo aver ricordato la moglie Maria, figura fondamentale della sua vita, ha interrotto il discorso, scegliendo di lasciar parlare il silenzio.

Il breve intervallo di silenzio è stato seguito da un lungo applauso, simbolo di riconoscimento per chi, per più di sessant’anni, ha costruito la pace partendo da un vecchio arsenale militare. L’immagine dell’Arsenale della Pace rimane il simbolo più tangibile del coraggio di immaginare e realizzare ciò che gli altri non vedevano.

Sermig e l’Arsenale della Pace: un sogno dal 1964

Il Sermig nato nel 1964, ha sempre avuto come missione la lotta alla povertà e alla fame, iniziando dalle strade di Torino e ampliandosi a livello nazionale e internazionale. La trasformazione dell’ex arsenale militare in Arsenale della Pace rappresenta il culmine di quel percorso: un luogo che accoglie, forma, e collega realtà diverse, incarnando il principio che la solidarietà nasce dal dialogo e dalla capacità di ascoltare il silenzio come linguaggio di pace.

Il Premio Camillo Cavour 2026 si inserisce così in un più ampio progetto di valorizzazione della storia italiana, avviato con una serie di incontri e conferenze sul ruolo dei cattolici nell’Unità d’Italia e nella costruzione dello Stato sociale. L’obiettivo è riscoprire le radici della solidarietà italiana, mettendo in luce il contributo di figure come Olivero, eredi dei “santi sociali” che hanno trasformato i sogni in realtà concrete.

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