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Celebrazione a Acqui Terme per il cinquantesimo della trazione trifase

Rivivi l'ultimo viaggio del sistema trifase e scopri come la storia ferroviaria parla di innovazione e sostenibilità

Celebrazione a Acqui Terme per il cinquantesimo della trazione trifase

Il 23 maggio 2026 Acqui Terme è diventata per un giorno il palcoscenico di una pagina importante della storia ferroviaria italiana: la città termale ha ospitato la prima delle due giornate dedicate al cinquantesimo anniversario della fine della trazione trifase. L’iniziativa, promossa da Fondazione FS Italiane e sostenuta da una rete di partner — tra cui la Città di Acqui, TrenoClub Savona, FS Treni Turistici Italiani e il Museo Ferroviario Piemontese — ha fatto registrare il tutto esaurito a bordo dei convogli storici e nelle aree espositive, richiamando appassionati, famiglie e scolaresche.

La rievocazione è partita da Milano Centrale con un treno diretto ad Alessandria e poi ad Acqui Terme, toccando i momenti tecnici e simbolici che hanno segnato la fine in servizio del sistema: in particolare la suggestiva manovra di aggancio di due locomotive trifase nello scalo alessandrino e lo svelamento di una targa commemorativa sul primo binario di Acqui. Alla cerimonia ufficiale, ospitata nel Movicentro — l’ex magazzino merci trasformato in spazio culturale — hanno partecipato autorità locali, ex ferrovieri e rappresentanti delle associazioni coinvolte.

Un sistema che guardava già al futuro

Nel corso della giornata Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione FS Italiane, ha richiamato l’importanza storica della trazione trifase come esempio di innovazione nazionale. Cantamessa ha spiegato che, già tra il 1910 e gli anni ’20, gli ingegneri delle Ferrovie dello Stato avevano intravisto la necessità di ridurre la dipendenza dal carbone e di puntare sull’elettrificazione: la scelta della trifase rappresentò allora una risposta tecnologica ai problemi energetici e logistici dell’epoca. Questo sistema, noto oltre confine come “il sistema degli italiani”, è stato valorizzato anche nel contesto attuale di decarbonizzazione e ricerca di autonomia energetica.

Perché il trifase fece la differenza

La trazione trifase si impose su linee critiche, in particolare lungo i valichi alpini e sulle direttrici utilizzate dai treni merci in arrivo dal porto di Genova: la tecnologia offriva robustezza e potenza costante, caratteristiche fondamentali per il traffico dell’epoca. L’adozione dell’elettrificazione contribuì a ridurre l’importazione di carbone e a rendere il trasporto ferroviario più efficiente; oggi quella stessa matrice di scelta tecnologica è spesso richiamata nelle discussioni su come combinare innovazione e sostenibilità nei trasporti.

Programma, mostre e appuntamenti per le scuole

Oltre alla parata dei convogli, il programma prevedeva una serie di attività divulgative: video immersivi sulla storia del trifase, testimonianze di ex ferrovieri che hanno lavorato negli ultimi anni di esercizio del sistema, l’esposizione delle targhe originali delle locomotive, una mostra fotografica e plastici ferroviari. Durante il momento istituzionale al Movicentro sono intervenuti il sindaco Danilo Rapetti e ospiti collegati da remoto, mentre le conclusioni sono state affidate a Cantamessa. Sul fronte culturale si è svolto anche il convegno intitolato “A 50 anni dal Trifase”, pensato per storici, tecnici e appassionati.

Iniziative rivolte ai giovani

Per trasmettere il valore tecnico e storico della trazione trifase alle nuove generazioni, dal 25 al 31 maggio sono programmate aperture straordinarie riservate alle scuole, con percorsi didattici e visite guidate su prenotazione. Le attività includono laboratori, spiegazioni sui sistemi di alimentazione elettrica e la possibilità di vedere da vicino materiali storici conservati dal Museo Ferroviario Piemontese, con l’obiettivo di promuovere una comprensione pratica e partecipata del patrimonio industriale nazionale.

Locomotive, livree commemorative e memoria in movimento

Tra gli elementi più fotografati della manifestazione ci sono state le macchine storiche e i mezzi moderni vestiti a festa: le locomotive del passato hanno accompagnato il convoglio storico, affiancate da unità moderne del gruppo E.464 che indossano una speciale livrea celebrativa realizzata da Fondazione FS e FS Treni Turistici Italiani. Questo collegamento fra passato e presente è servito a sottolineare come la memoria tecnica possa dialogare con l’attualità dei servizi turistici ferroviari, portando la storia sui binari delle linee più suggestive del Paese.

Un ricordo tangibile

La giornata ha lasciato ai cittadini e agli appassionati un ricordo concreto: la targa scoperta sul primo binario di Acqui e il materiale espositivo rimarranno parte delle iniziative successive, insieme al volume “A 50 anni dal Trifase” disponibile per chi volesse approfondire. Per restare aggiornati, gli organizzatori hanno invitato a seguire i canali ufficiali della Fondazione FS e delle realtà partner, utili per chi desidera partecipare ai prossimi appuntamenti o prenotare visite dedicate.

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