Negli ultimi giorni la città di Torino è stata colpita da interruzioni elettriche diffuse: il fenomeno ha preso avvio nella tarda serata del 22 giugno e si è ripetuto il 23 giugno interessando dal centro alla periferia e lasciando interi condomìni senza corrente per tempi prolungati. I quartieri più citati nelle segnalazioni sono stati MirafioriSan Donato e Borgo Vittoria con zone in alcuni casi al buio per oltre 15 ore.
La tensione è salita anche in consiglio comunale, dove le opposizioni hanno contestato l’amministrazione e la gestione del servizio. Nella giornata del 23 giugno le luci sono saltate anche all’interno del Palazzo Civico rendendo plastica la criticità: uffici e corridoi al buio mentre si discutevano le cause e le responsabilità. In questo contesto istituzionale il sindaco Stefano Lo Russo ha deciso di emettere un’ordinanza contingibile e urgente rivolta a Ireti con l’obiettivo di accelerare gli interventi sul territorio.
Potenziamento delle squadre operative e ordine del sindaco
La disposizione firmata dal primo cittadino impone a Ireti il potenziamento immediato delle squadre operative e la revisione dei piani di intervento per ridurre i tempi di ripristino. Sul fronte operativo sono già attivi circa 150 operatori impegnati nelle riparazioni e nel monitoraggio della rete cittadina. Il sindaco ha motivato l’azione ricordando che «quando è in gioco la sicurezza delle persone» è necessario usare tutti gli strumenti che la legge attribuisce all’ente locale.
Il quadro tecnico e le cause dichiarate
Le interruzioni sono state spiegate dalle autorità tecniche come il risultato di due fattori combinati: l’aumento della domanda elettrica e il surriscaldamento dei componenti di rete. Il 23 giugno è stato registrato un picco di richiesta pari a 500 MW un dato particolarmente rilevante per la gestione locale della domanda. L’uso massiccio di condizionatori e altri dispositivi ha prodotto un incremento dei consumi, contribuendo al sovraccarico e ai guasti.
Reazioni in Consiglio comunale e richieste dell’opposizione
Durante le sedute in Sala Rossa le forze politiche di opposizione hanno sollevato critiche all’indirizzo dell’amministrazione e dei gestori della rete. È stato ricordato che nei giorni precedenti i blackout si sono moltiplicati: in quattro giorni si sono contati fino a 16 interruzioni, mentre il giorno più critico è stato il 19 giugno con 8 stop. In particolare, nella zona tra Via Vanchiglia e Corso Novara si sono verificati ulteriori black out nella giornata del 23 giugno.
Le opposizioni hanno chiesto misure concrete, indennizzi per cittadini e imprese e una maggiore capacità di azione del Comune verso i gestori del servizio. Alcuni consiglieri hanno sollevato dubbi sull’adeguatezza degli investimenti passati e sull’obsolescenza di parti della rete, sottolineando che fenomeni simili si sono verificati già nella stagione precedente.
Risposte dell’assessorato e piano di investimenti
L’assessora alle politiche energetiche Chiara Foglietta ha risposto in aula spiegando che esiste un piano di investimenti messo a punto dal distributore: Ireti ha previsto, per il periodo fino al 2030 risorse per complessivi 515 milioni di euro destinate al rafforzamento della rete. L’assessora ha inoltre spiegato come le ondate di calore comportino un aumento del carico sulla rete e problemi tecnici, con temperature dell’asfalto e del terreno che ostacolano la dissipazione del calore dai cavi interrati.
Nonostante queste spiegazioni, la richiesta di tempi certi e interventi immediati resta al centro del dibattito politico: le opposizioni chiedono che il Comune eserciti la sua posizione di socio per ottenere risposte più rapide e misure compensative per i danneggiati.
Il quadro cittadino resta fluido: mentre le squadre tecniche continuano i ripristini, la questione della resilienza della rete elettrica urbana è diventata un tema centrale nell’agenda politica e amministrativa di Torino. Le prossime mosse dovranno bilanciare l’urgenza degli interventi sul breve periodo con gli investimenti strutturali annunciati per il medio termine, quando si dovrà misurare l’efficacia delle risorse programmate.



