Nel corso della serata di ieri, un paziente si è scatenato nel pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, lanciando sedie e tavolini contro il personale presente. L’escalation ha colpito direttamente tre infermieri, due operatori socio-sanitari (OSS) e un medico, tutti ricaduti a terra e costretti a ricevere cure di pronto soccorso. L’intervento dei carabinieri è stato immediato: l’aggressore è stato fermato e affidato all’autorità giudiziaria.
Fatto: l’attacco nel pronto soccorso di Ivrea
L’aggressione è avvenuta dopo che il paziente, già presente al reparto da diversi giorni, ha cominciato a sbattere mobili contro le pareti, creando un clima di caos. I sei dipendenti dell’Asl To4 hanno riportato contusioni di varia gravità; le tre infermiere, i due OSS e il medico hanno dovuto essere medicati sul posto. L’episodio è stato segnalato dal NurSind che il giorno precedente aveva già sollevato l’allarme sulla sicurezza del personale.
Profili delle vittime e dinamica dell’aggressione
Le tre infermiere coinvolte hanno subito impatti al torace e alle braccia, i due OSS hanno riportato contusioni multiple, mentre il medico ha riportato una frattura minore alla mano. Tutti sono stati assistiti dal personale di emergenza e hanno ripreso le loro attività dopo le cure necessarie. L’aggressore, finora non identificato, è stato trattenuto dai carabinieri della compagnia di Ivrea e verrà processato per i danni arrecati.
Il precedente episodio nello SPDC e la denuncia del NurSind
La violenza di ieri si inserisce in una sequenza preoccupante: la notte precedente, un altro paziente aveva aggredito un infermiere all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dello stesso ospedale. L’infermiere, nel tentativo di difendere la dottoressa presente, è stato colpito al volto e ha riportato lesioni giudicate guaribili in 16 giorni, con accesso al DEA. Il Sindacato NurSind ha evidenziato come questi fatti siano sintomo di una criticità strutturale dell’ospedale, aggravata da spazi vecchi, pressione dei trasferimenti da Chivasso e dalla chiusura temporanea di reparti per lavori.
Reazioni istituzionali e richieste di sicurezza
Il direttore generale dell’Asl To4 Luigi Vercellino, ha espresso la sua “totale e ferma condanna” per l’aggressione, assicurando che l’azienda ha messo in campo ogni risorsa e misura di sicurezza possibile, incluse l’ampliamento della videosorveglianza e l’attivazione di guardie armate. Tuttavia, Vercellino ha chiesto un “ulteriore supporto” dalle forze dell’ordine, sottolineando che le misure interne non bastano a garantire la protezione del personale.
Il Sindacato NurSind ha ribadito, con il claim “La sicurezza di chi cura è un diritto non negoziabile”, che le segnalazioni formali non possono più essere ignorate. Il sindacato sollecita investimenti strutturali urgenti e l’istituzione di un presidio fisso per tutelare sia i lavoratori sia i pazienti, auspicando una revisione dei protocolli operativi tra azienda e forze dell’ordine, prevista dalla normativa vigente.



