Il quadro si è mosso rapidamente: il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Sienariunito dopo gli sviluppi più recenti, ha formalmente ricevuto e preso atto della comunicazione inviata da Banco BPM ieri e di quella diffusa da Intesa Sanpaolo stamane. La banca senese ha reso noto che procederà a una valutazione approfondita della proposta non sollecitata di aggregazione avanzata da Banco BPM e, parallelamente, dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa.
Nel contempo, Siena ha confermato che le attività di integrazione con Mediobanca stanno proseguendo secondo il piano annunciato, mantenendo aperti i fronti negoziali e tecnici che riguardano gli sviluppi societari in corso. Sullo sfondo rimane il dibattito sulle conseguenze competitive e regolamentari di queste mosse, sia a livello nazionale che europeo.
Termini essenziali dell’offerta di Intesa Sanpaolo
Nel dettaglio, Intesa Sanpaolo ha deliberato di promuovere un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Monte dei Paschi di Sienacon l’obiettivo dichiarato del delisting di MPS dall’MTA. L’operazione riguarda un massimo di 3.036.151.673 azioni MPS e prevede un corrispettivo unitario in forma mista: per ogni blocco di 10 azioni MPS presentate all’adesione saranno attribuite 1,600 azioni ordinarie Intesa di nuova emissione e una componente in contanti pari a 1,000 Euro. Tale meccanismo combina quindi una parte azionaria e una componente monetaria immediata.
Intesa detiene inoltre una partecipazione in Mediobanca quantificata in 1.626.319 azioni ordinariecorrispondenti allo 0,200% del capitale. Nell’ipotesi in cui l’offerta si perfezionasse dopo l’efficacia del progetto di fusione per incorporazione tra MPS e Mediobanca, l’operazione verrebbe estesa anche alle 272.012.804 Azioni MPS0 di nuova emissione previste a servizio del concambio.
Aspetti strategici dichiarati dall’offerente
La banca promotrice ha qualificato l’operazione come un passo volto a consolidare il proprio posizionamento nel panorama bancario europeo e italiano, definendola una opportunità strategica chiave nel panorama bancario italiano ed europeo. L’argomentazione pubblica sottolinea la necessità di creare soggetti di maggiore dimensione in grado di sostenere investimenti tecnologici e operativi, nonché di competere efficacemente in un mercato sempre più integrato.
Accordo con Unipol e profilo del Compendio scorporato
Per gestire le delicate questioni antitrust e disegnare una soluzione operativa, Intesa Sanpaolo ha definito un’intesa con Unipol Assicurazioni. L’accordo prevede che Unipol acquisisca il capitale di un’entità bancaria composta da un gruppo di filiali di MPS insieme agli asset e ai rapporti giuridici connessi, dando vita a una nuova realtà che potrebbe poi essere integrata con BPER sotto la denominazione proposta di Unipol-BPER.
Le informazioni comunicate indicano che il perimetro del Compendio destinato all’acquisizione comprenderà un numero definito di sportelli e attività tipiche di rete, mentre esclusioni rilevanti rimarranno fuori dall’operazione, come le grandi esposizioni corporate, partecipazioni rilevanti e crediti deteriorati che non afferiscono alle filiali oggetto dello scorporo. L’operazione con Unipol è stata pensata per consentire alla nuova entità di operare in modo indipendente e per facilitare il superamento di eventuali criticità regolamentari legate alla concentrazione del mercato.
Dal punto di vista strategico, il progetto con Unipol mira a rafforzare la presenza territoriale e a creare una combinazione che, secondo le parti coinvolte, dovrebbe produrre benefici in termini di scala e radicamento sul territorio. L’intesa con Unipol è parte integrante della strategia di Intesa per rendere l’acquisizione percorribile anche dal punto di vista delle autorità antitrust.
In seguito agli annunci, resta fermo che il consiglio di amministrazione di MPS valuterà con attenzione le diverse proposte ricevute nei tempi e nelle forme previsti dalle norme societarie e di mercato. La partita coinvolge soggetti di rilievo nel panorama finanziario italiano e sul tavolo ci sono scelte che potrebbero rimodellare gli assetti del settore bancario nazionale, con impatti su governance, quotazione e presenza territoriale.



