Oggi riesco a sorridere di nuovo: così inizia il racconto di Lorenzo, nome di fantasia scelto per tutelare la sua privacy, che descrive un cammino segnato da momenti oscuri e da una lenta ripresa. Il suo messaggio chiave è semplice e potente: non sei solo, anche quando la sofferenza sembra isolare completamente.
La testimonianza mette a fuoco come la perdita di punti di riferimento possa trasformare la quotidianità in un terreno instabile, e come la decisione di chiedere aiuto rappresenti spesso il primo passo concreto verso la riappropriazione di una vita possibile. In questo contesto emergono il ruolo dei servizi territoriali e l’importanza di una presa in carico professionale tempestiva.
La crisi vista come isolamento e la metafora dell’isola
Nella descrizione di Lorenzo la sofferenza assume l’immagine di un’isola in mezzo al mare: all’inizio può apparire come un rifugio, poi diventa un luogo che imprigiona. Per lui la soluzione è stata l’idea di costruire una barca, una metafora per indicare l’atto di chiedere aiuto. Questo gesto, pur richiedendo coraggio, si fonda su risorse già presenti, tra cui la disponibilità di professionisti e servizi locali.
Il giorno che segna il cambiamento
Tra i passaggi più drammatici c’è un momento di cui Lorenzo conserva solo frammenti: la memoria è sfocata e la ricostruzione è avvenuta attraverso i racconti di chi gli stava vicino. Quel punto segna la separazione tra un periodo dominato dal disorientamento e la consapevolezza di aver bisogno di un sostegno qualificato, cioè di una presa in carico da parte di specialisti della salute mentale.
Il passo verso l’aiuto: un incontro fortuito diventa decisione
Il cambiamento è nato quasi per caso: un articolo letto distrattamente al bar ha riportato alla luce la possibilità concreta di trovare professionisti pronti ad ascoltare e intervenire. Nelle foto del pezzo comparivano due volti sorridenti, quelli della dottoressa Elena Macchiarulo e del dottor Carlo Ignazio Cattaneo, e la domanda che Lorenzo si è posto è stata se fidarsi di quell’invito. Dopo ore di esitazione, la mattina successiva ha varcato la soglia indicata: un piccolo atto che ha ribaltato la sua prospettiva.
L’accoglienza e il primo contatto
La scena dell’ingresso è emblematica: voler uscire, fare il giro dell’edificio e rientrare per chiedere finalmente aiuto. All’accoglienza arriva una risposta che interrompe la solitudine, una forma di rassicurazione pratica: ‘sei nel posto giusto’. Da quel momento ha preso avvio un percorso affidato alla Struttura Complessa di Psichiatria dell’ASL Biella, coordinata dal dottor Cattaneo, con il contributo di psicologi e operatori dedicati.
La rete territoriale e i punti di riferimento
La storia individuale si inserisce in un quadro più ampio: il Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale coinvolge le ASL di Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola e coordina interventi rivolti anche alle crisi acute. Nella rete operano professionisti formati in psicologia dell’emergenza e nella prevenzione del suicidio, con figure di riferimento come Luca Tarantola per le attività di collegamento e coordinamento.
La dimensione istituzionale sottolinea che la disponibilità di servizi sul territorio può fare la differenza: trovare operatori capaci di ascoltare e offrire risposte concrete è ciò che, secondo chi ha vissuto la crisi, contribuisce maggiormente alla possibilità di ripresa.
Dove rivolgersi: centri e recapiti utili
Chi affronta una situazione di grave disagio emotivo può rivolgersi ai Centri di Salute Mentale delle ASL territoriali anche senza impegnativa. Si tratta di servizi aperti pensati per intercettare il disagio prima che diventi emergenza. Per l’ASL BI i riferimenti sono: Centro di Salute Mentale di Biella, Strada Campagnè 7/A – tel. 0158461477; Centro di Salute Mentale Cossato, via Milano 48 – tel. 01515159506.
Per l’ASL di Vercelli: Centro di Salute Mentale di Vercelli – C.so Abbiate 21 c/o Ospedale S. Andrea – tel. 0161/593900; Centro di Salute Mentale di Borgosesia – via Marconi 30 – tel. 0163/426855. Per l’ASL Verbano-Cusio-Ossola: Centro di Salute Mentale di Omegna – via Manzoni 31 – tel. 0323/868252; Centro di Salute Mentale di Verbania – c/o Ospedale Castelli di via Fiume 18 – tel. 0323/541548; Centro di Salute Mentale di Domodossola – via G. Spezia 5 – tel. 0324/491331.
Le istituzioni insistentemente ribadiscono l’importanza di non lasciare le persone isolate: interventi tempestivi e una rete di servizi possono ridurre il rischio e aprire la strada a un percorso di cura e contenimento del disagio.
Oggi Lorenzo non parla di traguardo raggiunto ma di cammino in corso: ci sono ancora giorni difficili, ma la certezza di non essere solo ha modificato radicalmente la sua prospettiva. Un messaggio che va oltre la singola esperienza e invita chiunque a cercare supporto quando il peso diventa insopportabile.