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La storia e le sfide del nuovo capo dei vigili del fuoco di Ivrea

Claudio Defilippi, sopravvissuto all'incendio Darkem, diventa il nuovo capo dei vigili del fuoco di Ivrea. Scopri il suo percorso e le sue ambizioni.

La storia e le sfide del nuovo capo dei vigili del fuoco di Ivrea

Claudio Defilippi, un nome che ora è legato a doppio filo con la città di Ivrea. Il 58enne, originario di Settimo Torinese ma residente a Forno Canavese, ha assunto il ruolo di capo distaccamento dei Vigili del Fuoco nella città canavesana. Una nomina che arriva dopo un percorso professionale ricco di esperienze e sfide, culminate con l’incidente all’azienda Darkem di Scarmagno nel 2016.

La cerimonia di insediamento si è tenuta il primo giugno 2026, in un clima di grande emozione e riconoscenza. Defilippi, che ha iniziato la sua carriera nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel 1993, ha portato con sé un bagaglio di esperienze uniche e una determinazione ineguagliabile.

Un percorso di vita e carriera

La carriera di Defilippi è iniziata con una breve esperienza all’aeroporto di Caselle-Torino, per poi approdare a Ivrea nel 1994. Qui ha maturato competenze preziose, ottenendo le patenti per la conduzione di mezzi pesanti e specializzati, come gli escavatori e le frese da neve. Ha partecipato a numerose operazioni di soccorso, tra cui il terremoto dell’Aquila e l’intervento all’hotel Rigopiano nel 2017.

Nel 2016, Defilippi ha vissuto un’esperienza che lo ha segnato profondamente: l’incendio allo stabilimento Darkem di Scarmagno. Insieme a sei colleghi, è entrato nello stabilimento in fiamme e ne è uscito miracolosamente illeso. Un evento che ha creato un legame speciale tra i vigili del fuoco coinvolti e che ha temprato il carattere di Defilippi.

La missione in Moldavia-Ucraina

Nel 2017, Defilippi ha preso parte a una missione internazionale in Moldavia-Ucraina, dove ha contribuito alla consegna di automezzi destinati all’Ucraina da parte del Ministero dell’Interno. Un’operazione che gli ha permesso di entrare in contatto con realtà diverse e di stringere legami duraturi con le persone coinvolte.

Il ritorno a Ivrea e le nuove sfide

Dopo dieci anni al Comando Provinciale di Torino come capo autorimessa, Defilippi torna a Ivrea con nuove ambizioni e progetti. Il suo obiettivo è instaurare un rapporto solido con le autorità e le istituzioni del territorio canavesano, collaborando con carabinieri, polizia penitenziaria, finanza, polizia locale e i sindaci della zona, tra cui Matteo Chiantore, primo cittadino di Ivrea.

Defilippi ha espresso la sua gratitudine verso i colleghi che lo hanno supportato nel corso degli anni e ha sottolineato l’importanza di lavorare in squadra per affrontare le emergenze e risolvere le problematiche del territorio. Stare nel territorio vuol dire stare nei problemi che realmente ci sonoha dichiarato, evidenziando la sua volontà di essere vicino alla comunità.

Il nuovo capo distaccamento ha anche parlato dell’importanza di mantenere un rapporto stretto con il Comando Provinciale di Torino, per garantire un’efficace gestione delle emergenze e una sinergia operativa. L’organizzazione, l’ascolto e l’umanità sono le qualità che Defilippi ritiene fondamentali per svolgere al meglio il suo ruolo, qualità che ha maturato nel corso della sua carriera.

Un abbraccio collettivo e un futuro promettente

Il giorno dell’insediamento, Defilippi è stato accolto con un abbraccio collettivo da parte delle istituzioni, delle autorità civili e religiose e dei volontari. Un gesto simbolico che rappresenta la riconoscenza e il supporto della comunità verso il nuovo capo distaccamento. Questo abbraccio è segno di assoluta riconoscenzaha dichiarato l’ingegner Alessandro Paola, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte.

Claudio Defilippi, con la sua esperienza e la sua determinazione, è pronto a guidare il distaccamento dei vigili del fuoco di Ivrea verso nuove sfide. La sua storia, fatta di sacrifici e successi, è un esempio di dedizione e servizio alla comunità. Un futuro promettente si apre davanti a lui, con la certezza di poter contare sul supporto di una città che lo ha accolto a braccia aperte.

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