Un complesso intervento di soccorso si è concluso poco dopo la mezzanotte con il recupero di due alpinisti rimasti bloccati sul Dente del Gigante, una delle pareti più riconoscibili del massiccio del Monte Bianco. La cordata aveva segnalato difficoltà durante la salita e uno dei due aveva riportato l’impatto di un fulmine alla spalla, rendendo necessaria l’attivazione dei soccorsi.
Per tutta la durata dell’operazione le condizioni meteorologiche sono state il fattore critico: vento, nuvole basse e precipitazioni hanno reso impraticabile l’utilizzo dell’elicottero, costringendo i soccorritori a muoversi via terra e a ricorrere a tecniche alpinistiche per raggiungere i due escursionisti.
Tempestività e limiti operativi
La chiamata di emergenza è arrivata nel pomeriggio, con i due scalatori che hanno spiegato di non poter proseguire autonomamente. Secondo le informazioni raccolte, uno dei due era stato colpito da un fulmine alla spalla; entrambi comunque si dichiaravano in condizioni generali stabili ma incapaci di effettuare la discesa senza assistenza. A causa del maltempo, si è subito escluso il ricorso all’elicottero e si è optato per un intervento terrestre coordinato.
La composizione della squadra di soccorso
All’azione hanno partecipato tecnici del Soccorso Alpino Valdostano insieme agli specialisti del Sagf (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza). L’approccio scelto ha sfruttato l’esperienza delle squadre di alta montagna: un primo avvicinamento è stato effettuato con la funivia Skyway Monte Bianco fino al Rifugio Torino, punto strategico per organizzare la progressione verso l’area interessata.
Fasi del recupero e condizioni sul campo
Il terreno e il meteo hanno complicato le comunicazioni e gli spostamenti. Nonostante ciò, i soccorritori sono riusciti ad avvicinarsi al punto in cui si trovavano gli alpinisti e, dopo alcuni tentativi, hanno localizzato la cordata che nel frattempo si era spostata a una quota inferiore rispetto al luogo dell’incidente. Questo movimento ha reso possibile l’intervento con tecniche di corda e trasferimento sicuro.
Il ruolo della tecnica alpinistica
L’operazione ha richiesto l’impiego di tecniche alpinistiche specifiche per il recupero in quota: ancoraggi temporanei, manovre su corda e spostamenti su terreno esposto. I soccorritori hanno lavorato in condizioni che, come mostrato anche da materiale video condiviso dagli operatori, erano definite proibitive già al livello del rifugio, con visibilità ridotta e terreno insidioso.
Dalla montagna alla valle: trasferimento e controlli sanitari
Una volta messi in sicurezza, i due alpinisti sono stati accompagnati al Rifugio Torino, dove ad attenderli c’erano tecnici del soccorso e un medico per una prima valutazione. In seguito è stata organizzata una discesa mediante la funivia Skyway Monte Bianco per raggiungere Courmayeur, dove il personale sanitario ha preso in carico i recuperati.
Dopo lo sbarco dalla funivia, i due sono stati trasportati in ambulanza al pronto soccorso locale per esami diagnostici mirati ad accertare eventuali conseguenze del fulmine e degli effetti dell’esposizione prolungata in quota. Al momento le loro condizioni sono in fase di valutazione da parte del personale medico.
Valutazioni e scenari futuri
Le autorità di soccorso sottolineano l’importanza di considerare il meteo nella pianificazione di una salita d’alta quota e di avere con sé strumenti di comunicazione e equipaggiamento adeguato. L’episodio evidenzia inoltre come, in assenza di supporto aereo, la sinergia tra squadre specialistiche e l’uso della funivia possano fare la differenza in situazioni critiche.
In conclusione, l’operazione dimostra la capacità di adattamento delle squadre di soccorso alpine di fronte a condizioni avverse: grazie alla rapidità d’intervento e alle procedure adottate, i due alpinisti sono stati messi in sicurezza e affidati alle cure mediche senza ricorrere a evacuazioni notturne più rischiose.


