30 Maggio 2026 ☁ 26°

Ragazzi ripresi nelle aule vandalizzate: la polizia locale individua nove minorenni

La polizia locale ha identificato nove minorenni entrati ripetutamente nella ex scuola di San Giovanni a Luserna San Giovanni. I giovani non saranno denunciati, ma le famiglie sono responsabili del risarcimento dei danni.

Ragazzi ripresi nelle aule vandalizzate: la polizia locale individua nove minorenni

Nel corso di un’attività di controllo mirata nella frazione San Giovanni a Luserna San Giovanni, la polizia locale ha accertato la responsabilità di nove minorenni per atti di vandalismo avvenuti all’interno di una ex scuola. Le indagini, concluse grazie all’uso di dispositivi di sorveglianza, hanno ricostruito ripetuti ingressi nei locali e la conseguente devastazione di aule e arredi.

Come è stata scoperta la vicenda

Le forze dell’ordine, intervenute dopo segnalazioni di occupazioni non autorizzate, hanno installato delle fototrappole per monitorare gli spostamenti all’interno e intorno all’edificio. Le registrazioni hanno permesso di identificare i giovani coinvolti, per lo più quindicenni residenti nel paese o nei centri limitrofi, che in più occasioni si sono introdotti nella struttura nel corso dei mesi precedenti.

Il ruolo delle tecnologie di sorveglianza

L’utilizzo delle fototrappole, spesso impiegate per la videosorveglianza in ambito pubblico, è stato determinante per ottenere elementi utili all’accertamento. Le immagini hanno documentato non solo gli ingressi ripetuti ma anche i danni arrecati alle aule: scrivanie rotte, pannelli danneggiati e rifiuti abbandonati. In questo contesto la prova video ha sostituito la necessità di testimonianze dirette, rendendo più rapida la ricostruzione dei fatti.

Le conseguenze per i ragazzi e per le loro famiglie

Dalla ricostruzione emersa, i minori non saranno oggetto di denuncia penale: la scelta degli agenti è ricaduta su misure riparative invece che su provvedimenti giudiziari. Tuttavia, è stato deciso che il costo per il ripristino dei locali verrà suddiviso tra le famiglie dei responsabili, le quali sono chiamate a farsi carico del risarcimento dei danni materiali.

Perché non è stata disposta una denuncia

L’assenza di denuncia formale si inserisce in una strategia che predilige la responsabilizzazione tramite il recupero economico del danno e misure riparative. Secondo il comandante della polizia locale, Massimo Chiarbonello, l’obiettivo è evitare percorsi giudiziari per i minori quando è possibile ottenere riparazioni concrete. Nonostante ciò, la scelta di non coinvolgere la Procura non esclude obblighi civili a carico delle famiglie.

Discussione sulle possibili soluzioni di recupero

Tra le opzioni valutate dalle autorità c’è stata anche l’idea di far intervenire gli stessi ragazzi per ripulire e sistemare i locali danneggiati. Questa ipotesi, tuttavia, è stata scartata per motivi di sicurezza: l’edificio presenta condizioni che non consentono di far accedere i giovani senza rischi. Pertanto si è optato per la ripartizione delle spese di ripristino tra i genitori.

Aspetti pratici e di sicurezza

Le difficoltà logistiche e i potenziali pericoli derivanti dall’ingresso in locali in stato di abbandono hanno reso impraticabile l’impiego dei ragazzi per le operazioni di pulizia. L’amministrazione comunale, in collaborazione con la polizia locale, sta ora quantificando l’entità dei danni per stabilire l’importo da richiedere alle famiglie e programmare gli interventi necessari per mettere in sicurezza e recuperare la struttura.

Il caso solleva questioni più ampie sul controllo degli edifici pubblici inutilizzati e sulle strategie di prevenzione del fenomeno. L’episodio di San Giovanni mette in luce come l’uso combinato di tecnologia e competenze investigative possa portare a risultati rapidi, ma allo stesso tempo mostra la necessità di politiche locali per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

“Sapevamo che i ragazzi entravano e uscivano dalla struttura: abbiamo quindi piazzato delle fototrappole e siamo riusciti ad individuarli”, ha dichiarato il comandante Massimo Chiarbonello, ribadendo che il costo totale verrà suddiviso tra le famiglie. Le autorità locali continueranno a vigilare per prevenire nuove intrusioni e per definire la procedura di risarcimento e ripristino degli spazi.

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