La vallata tra Domodossola e Crevoladossola è stata teatro di un intervento di soccorso che ha portato al ritrovamento del corpo di un uomo di 78 anni, residente a Crevoladossola. Le operazioni sono scattate a seguito della segnalazione da parte dei familiari, preoccupati per il mancato rientro di un pescatore uscito di casa nel pomeriggio per una battuta di pesca.
Avvio delle ricerche e interventi iniziali
La chiamata di allarme ha attivato immediatamente il sistema di soccorso: sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e il nucleo Sagf, specializzato nelle attività di soccorso in ambiente impervio. Le squadre hanno perlustrato le sponde e i canaloni del rio Deseno, il torrente che segna il confine tra i due comuni, cercando tracce utili.
Individuazione notturna
Durante la notte il corpo è stato localizzato dagli operatori, che però si sono trovati di fronte a un problema logistico: la zona del ritrovamento è caratterizzata da rocciosità e pendenze ripide, rendendo difficile l’avvicinamento e lo spostamento a piedi. Per questo motivo si è deciso di pianificare un recupero aereo, più sicuro e rapido per le condizioni del terreno.
Recupero della salma con elicottero
Nelle prime ore della mattina successiva è arrivato il supporto aereo dei Vigili del fuoco: l’elicottero ha effettuato il recupero mediante verricello, una tecnica che consente di calare e sollevare personale e carichi in aree non accessibili da terra. Il corpo è stato così trasferito in sicurezza e consegnato ai familiari per le procedure successive.
Logistica e coordinamento
Per coordinare le attività operative è stato allestito un campo base nella piazzetta di Cisore, punto di riferimento per le unità impegnate. Il presidio ha gestito comunicazioni, turni e la logistica necessaria agli interventi, mentre le autorità locali hanno seguito le fasi di recupero e le verifiche del caso.
Primi elementi sul fatto
Dalle informazioni raccolte emergerebbe che l’uomo, al termine della battuta di pesca, potrebbe essere scivolato su un tratto ripido, perdendo l’equilibrio e precipitando per alcune decine di metri. Al momento del ritrovamento il pescatore aveva ancora con sé la canne da pesca e l’attrezzatura, dettaglio che suggerisce come fosse impegnato nell’attività sportiva poco prima della caduta.
Ipotesi e accertamenti
Le autorità stanno svolgendo gli accertamenti di routine per confermare dinamica e cause dell’incidente. L’ipotesi prevalente è quella di una caduta accidentale dovuta a un terreno scivoloso o a una scarsa visibilità sul percorso di rientro; tuttavia, gli esami ulteriori dovranno escludere altre varianti e stabilire con certezza quanto accaduto.
Contesto e sicurezza lungo i corsi d’acqua
Questo episodio si inserisce nel più ampio quadro dei rischi legati alle attività ricreative sui corsi d’acqua: fiumi e torrenti, soprattutto in aree montane, possono presentare tratti pericolosi dove una distrazione o una scivolata portano a conseguenze gravi. È pertanto fondamentale che chi frequenta queste zone adotti misure di precauzione come calzature adeguate, compagnia e avvisi ai familiari.
Le squadre di soccorso ricordano anche l’importanza di segnalare tempestivamente il mancato rientro di una persona quando i tempi si allungano rispetto al previsto, perché ogni minuto può essere determinante per le operazioni di rintraccio.
Riflessioni conclusive
La tragedia di Crevoladossola è un richiamo alla prudenza per gli appassionati di pesca e per chiunque si avventuri lungo i corsi d’acqua. L’intervento rapido dei Vigili del fuoco e dei soccorritori specializzati in ambiente impervio ha permesso di localizzare e recuperare la salma nonostante le difficoltà operative, ma non ha potuto evitare l’esito drammatico della vicenda.
Le autorità locali continueranno le verifiche e rimangono a disposizione per fornire ulteriori informazioni ai familiari e alla comunità interessata, mentre il ricordo della vittima si lega alla necessità di maggiore attenzione e prevenzione nelle escursioni lungo i torrenti.