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Aneurisma complesso trattato a Cuneo: intervento su misura salvavita

Un uomo di 65 anni è tornato alla quotidianità dopo un percorso chirurgico complesso all'Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo gestito dall'Aortic Team con protesi custom e ipotermia moderata.

Aneurisma complesso trattato a Cuneo: intervento su misura salvavita

L’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo ha completato un percorso terapeutico articolato che ha permesso a un uomo di 65 anni, indicato con il nome di fantasia Alessandro, di superare un grave aneurisma post-dissecativo dell’aorta toraco-addominale. Il caso, proveniente da un’altra provincia del Piemonte, è stato affrontato con una strategia in più fasi che ha unito competenze di Chirurgia vascolare, Cardiochirurgia e Cardio-anestesia, riunite nell’Aortic Team del centro cuneese.

La complessità della lesione richiedeva un approccio personalizzato: dopo un primo intervento tradizionale sulla porzione addominale dell’aorta, la strategia ha previsto la sostituzione dei tratti prossimali più critici e l’applicazione di una protesi costruita su misura per l’anatomia del paziente. Durante il trattamento sono state impiegate tecniche di monitoraggio avanzate e misure specifiche per garantire la perfusione cerebrale, tra cui il ricorso a un grado di ipotermia moderata per la protezione neurologica.

Dettagli tecnici dell’intervento effettuato a Cuneo

Nel corso dell’operazione i chirurghi hanno proceduto alla sostituzione di tratti aortici fondamentali: aorta ascendente, arco aortico e una porzione dell’aorta toracica discendente. Come spiegato dai direttori delle unità coinvolte, si è trattato di un intervento complesso per la presenza delle arterie che portano sangue al cervello; come testualmente dichiarato: “Abbiamo dovuto sostituire aorta ascendente, arco aortico e parte dell’aorta toracica discendente“. L’operazione è stata condotta da più specialisti in contemporanea: “È stato un intervento a quattro mani” tra il team di Cardiochirurgia e quello di Chirurgia vascolare.

Monitoraggio e protezione cerebrale

Il ruolo della cardio-anestesia è stato cruciale: i cardio-anestesisti hanno monitorato il campo operatorio con strumenti endoscopici come il fibroscopio, controllando l’aorta sia prima sia dopo l’impianto della protesi. Per tutelare la funzione neurologica è stata adottata l’ipotermia moderata, tecnica utilizzata per ridurre il rischio ischemico durante la sospensione temporanea della circolazione in certe fasi complesse dell’intervento. I tecnici della circolazione extracorporea hanno inoltre supportato il flusso ematico controllato nelle fasi più delicate.

Protesi custom e approccio endovascolare

Il passo finale del trattamento ha previsto l’impiego di una protesi customizzata, progettata in base alle caratteristiche anatomiche di Alessandro. Questa soluzione ha permesso un approccio di tipo endovascolare con la rivascolarizzazione delle principali arterie a livello addominale, riducendo la necessità di aperture chirurgiche estese su torace e addome. Secondo i responsabili della Chirurgia vascolare, la procedura ha evitato rischi aggiuntivi legati a interventi più invasivi e ha contribuito a un recupero più rapido.

L’esito positivo del percorso terapeutico testimonia l’efficacia della medicina personalizzata applicata a patologie complesse dell’aorta. L’uso combinato di tecniche tradizionali e endovascolari, insieme alla protesi su misura, ha rappresentato un elemento decisivo per restituire al paziente la quotidianità, con un significativo contenimento dei rischi operatori.

Organizzazione, tecnologia e riconoscimenti

Il caso di Alessandro è stato gestito all’interno di un Aortic Center, struttura che favorisce la discussione multidisciplinare dei casi e la partecipazione di specialisti di diverse aree per valutare comorbidità e strategie terapeutiche personalizzate. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, Franco Ripa, ha sottolineato che “un intervento salvavita reso possibile dal livello di preparazione dei professionisti” è anche frutto della collaborazione tra reparti e del supporto tecnologico, come la disponibilità di una sala ibrida aggiornata.

È in corso un progetto, sostenuto dalla Fondazione Ospedale Cuneo con il contributo di Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, per l’ammodernamento della sala ibrida, elemento ritenuto fondamentale per affrontare interventi di questo livello. L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha evidenziato come la combinazione di competenze e tecnologie avanzate sia determinante per la gestione dei casi clinici più impegnativi e per restituire ai pazienti la possibilità di tornare alla propria vita quotidiana.

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